Archive for marzo 2012

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Intervista

30 marzo 2012

La deliziosa Silvia di Genitori Crescono qualche giorno fa mi ha chiesto delucidazioni sulla mia storia e il nostro progetto di andare a vivere in campagna: ecco qui la chiacchierata che ne è venuta fuori.

 

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25 marzo 2012.

25 marzo 2012

Sono passati 4 anni, sembra ieri, sembra una vita fa.
Ricordo perefettamente quel giorno e i giorni di agonia che lo hanno preceduto, mentre quelli seguenti sono un po’ più confusi.
Ciò che invece è lontanissimo nella mia memoria è il ricordo della tua presenza nella mia vita.
La mia vita è talmente cambiata in questi anni, e tu non hai potuto partecipare a questi cambiamenti, che la mia vita di prima, quella in cui tu ancora c’eri, è lontanissima.
Non sento la tua mancanza nella mia vita quotidiana, perchè questa mia quotidianità tu non l’hai mai conosciuta.
La malinconia mi assale piuttosto quando penso a ciò che potrebbe essere stato se la malattia non ti avesse portato via così presto, quando penso a quello che ti sei persa.
Non hai mai visto i miei figli, non li hai mai presi in braccio, non ti sei mai persa nell’azzurro dei loro occhi nè inebriata del loro profumo.
Sono due bambini meravigliosi, sai? Hai due nipotini meravigliosi.
A volte li guardo come se li stessi guardando tu e mi chiedo se sei soddisfatta del mio essere mamma.
Mi auguro tanto di si.

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Il mio pane fatto in casa

20 marzo 2012

Oramai è un anno che faccio (quasi) regolarmente il pane in casa con la pasta madre: la ricetta è qui.
Ma ora ho cambiato i tempi.
Quando si usa la pasta madre la cosa più lunga è la lievitazione, così dopo numerosi esperimenti credo di aver trovato il sistema ottimale.

1) ore 8, tiro fuori la PM dal frigo per farla tornare a temperatura ambiente.
2) ore 10, primo rinfresco
3) ore 14, secondo rinfresco
4) ore 17, terzo rinfresco
5) ore 21, impasto seguendo la ricetta riportata sopra: metto l’impasto in una ciotola ricoperta da pellicola trasparente e metto la ciotola nel forno chiuso
6) ore 8 del giorno seguente, sgonfio un po’ l’impasto, lo arrotolo a formare un filone, lo metto sulla teglia e metto la teglia nel forno chiuso con un pentolino di acqua bollente sul fondo a lievitare di nuovo.
7) ore 10, inforno.

pane

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La mia esperienza con Ladycup

19 marzo 2012

Come vi avevo accennato sono stata incuriosita da alcune persone che utilizzano la coppetta mestruale e ne sono entusiaste: mi sono detta, perchè non provare?
Così sono andata su internet e l’ho acquistata: ne troverete di tantissimi modelli e prezzi, io ho scelto Ladycup che come prezzo è intermedio e ha la possibilità di scegliere tra numerosi colori, che sembra solo una frivolezza, ma acquistandola colorata si ha meno l’impressione di avere a che fare con un freddo dispositivo sanitario.

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Ora che ho affrontato il mio primo ciclo armata di coppetta vi posso elencare pro e contro di questo aggeggio.

Vantaggi:

economica: la compri una volta e ti dura anni e non devi più comprare assorbenti.
ecologica: non produci più rifiuti perchè non butti più assorbenti.
igienica: il sangue mestruale rimane nella coppetta quindi non è mai a contatto con la pelle, inoltre è totalmente inodore al contrario degli assorbenti. Al contrario degli assorbenti interni, che hanno riportati sul foglietto illustrativo il pericolo di Sindrome da Shock Tossico, non hanno questo problema.
comoda: non l’avrei mai pensato ma una volta inserita non ti accorgi minimamente di averla, qualunque movimento tu faccia. Se ne sta li tranquilla tranquilla e ti dimentichi di averla. Io la svuoto 3 volte al giorno (quando mi sveglio, dopo pranzo, e prima di andare a dormire) e non la trovo mai piena.

Svantaggi:

– non pervenuti.

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Corsa: prime soddisfazioni

9 marzo 2012

Questa settimana sono uscita a correre solo una volta, perchè nel fine settimana ci siamo dedicati alla potatura degli ulivi ed ero già a pezzi senza bisogno di andare pure a correre.

Però sono rimasta molto soddisfatta quando ho visto che il tragitto che le altre volte facevo con corsa+camminata+corsa, questa volta l’ho fatto quasi tutto correndo.

E dopo la corsa, meritato riposo per entrambe.

 

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Marzo

1 marzo 2012

Eccolo, è arrivato il mese di marzo.

Marzo significa che arriva la primavera, il sole, le belle giornate, poter uscire di più, godersi il giardino, l’aria aperta, i vestiti un po’ più leggeri.

Ma marzo significa anche l’anniversario della morte della mia mamma.
E come ogni ricorrenza, ne ripercorro ogni tappa con il ricordo.
Marzo è stato il suo ultimo mese, il più doloroso, il più difficile.
Lei con le sue forze che la stavano abbandonando.
Io con il mio primogenito nella pancia, sperando che bastasse a trattenerla tra noi ancora un po’.

Marzo è diventato un mese difficile per me, perchè ogni giorno mi avvicina a quella brutta data.
E ogni anno penso “Oramai sono passati anni, sarà meno doloroso quest’anno
E ogni anno il dolore è sempre lo stesso.
Come mi disse una amica che ha avuto la mia stessa esperienza “Il dolore non passa, non diminuisce: si impara solo a organizzarsi per distrarsi e non pensarci“.