Archive for aprile 2009

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Gatto fuori uso

21 aprile 2009

Domenica sera mi sono slogata una caviglia: scendevo tre gradini, con in mano l’ovetto col pupo e non ho visto bene dove poggiavo i piedi.
Ieri mattina, caviglia gonfia e viola, dopo insistenze del marito siamo andati al pronto soccorso per controllare che non fosse rotta.
Dopo solo tre ore di attesa mi hanno fatto la lastra e dopo un’altra oretta hanno sentenziato che non che non c’era niente di rotto. Poi mi hanno prenotato una visita ortopedica per questa mattina.
Morale della favola, tutore+stampelle+riposo per 20 giorni, che stando a casa da sola con un bimbo piccolo non è l’ideale.
Così mi farò portare dai miei suoceri e rimarrò qualche giorno lì.

A presto, ciao a tutti.

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Vignette

17 aprile 2009

Ammetto che anche io le vignette di Vauro le ho trovate un po’ macabre.

Però se ci pensate, nascono tutte da assurdità della nostra politica.
Lui ha questo modo di fare satira: molto “freddo”.
Ho acquistato il calendario di Emergency, dove per ogni mese c’è una sua vignetta. E sono tutte sulla guerra.
Immaginatevi le freddure…
Insomma: non fanno ridere, ma fanno riflettere.

Chi fa peggio: uno che disegna vignette, o uno che invece che pensare a sanare ospedali e case dello studente, ti dice “Ma si, ampliati pure la casa di un 20%”, o pensa a costruire un ponte sullo stretto, o dice ai terremotati “Andate al mare, paga lo stato” e mille altre assurdità del genere?
Io mi sento più offesa dal secondo.

Comunque: eccovene una che invece ridere fa.
http://www.pieroricca.org/wp-content/uploads/2006/06/vauro.jpg

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Bis?

14 aprile 2009

Sabato in macchina, pensavo al ciclo: si, quella roba noiosa che viene a noi donne una volta al mese.
Mi ricordavo una data: 26 febbraio. Beh, per essere ai primi di aprile, 26 febbraio è un bel po’ di tempo fa.
Arrivati a casa, prendo l’agenda e vado a vedere in che giorno di marzo ho segnato il ciclo. Scorro tutto febbraio e non c’è traccia.

Vado da mio marito: “Ti ricordi se due-tre settimane fa ero indisposta?”

Insomma: per qualche minuto ho pensato “Staremo mica facendo il bis?”

Vi dirò: in linea teorica l’idea mi piace, mi piace l’idea di dare una sorellina al pupo.
Ma passando alla pratica, non ho ancora voglia di essere incinta, di avere le nausee, di avere un panzone che mi fa venire i bruciori di stomaco; e tantomeno mi va di partorire!
Certo, se capitasse, ne sarei contenta: ma i cantieri non sono ancora consapevolmente aperti.

Per concludere: non sono risalita alla data esatta… ma mi è venuto in mente come un flash, il 25 marzo che ero a casa di mio padre e sono andata in bagno a cambiarmi.
Niente sorellina per ora. 🙂

PS: se qualcuno ha notizie più precise sul mio ciclo di marzo, mi faccia sapere. Grazie.

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non ci riesco

10 aprile 2009

In tv ci sono i funerali.
Non ci riesco a guardarli.
Ho spento la radio alle 11: la tengo sempre accesa, oggi l’ho spenta.
Nessuna musica, oggi.
E’ il mio modo di partecipare, stare nel silenzio.
Ma tutte quelle bare, tutto quel dolore… non ci riesco.

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Prime prodezze

9 aprile 2009

Dato che il pupo, come vi ho raccontato, gattonando gattonando a volte va in bagno a ispezionare i sanitari, tappo il bidè in modo che lui non prenda in mano il tappo: dato che qualunque cosa prende in mano se la porta automaticamente in bocca… bleah!

Insomma: prima ritiravo la roba stesa, e sentivo un minaccioso silenzio.
In questi giorni è un po’ nervosetto, forse percepisce il nervosismo nell’aria, oppure sono finalmente i dentini che si decidono a spuntare…
Fatto sta che se sta zitto per più di due minuti, mi preoccupo.

E infatti l’ho trovato in bagno, in piedi accanto al bidè, col bidè tutto pieno d’acqua (dato che lo tengo tappato) e lui che dava abbondanti manate nell’acqua.

Non vi dico in che stato era lui: zuppo dalla testa ai piedi.
E il pavimento del bagno un lago.
Lui tuffava le mani nell’acqua e poi se le ciucciava. Avrà avuto sete?

🙂

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Feelings

9 aprile 2009

Strane sensazioni questi giorni, come se si vivesse un po’ galleggiando.
Qualunque cosa io faccia, è come se fosse poco importante.
Continuano le scosse, anche qui. Ieri non ne ho sentita nessuna, ma due giorni di seguito con la casa che traballa ti lascia addosso una sensazione strana.

E subito dopo il pensiero va lì, in Abruzzo. E qualunque sensazione di apprensione io abbia avuto, d’improvviso impallidisce, e provo a immaginare a quali siano le loro di sensazioni.
Loro che una casa non ce l’hanno più.
Loro che magari hanno perso dei familiari, degli amici.
Loro che vivono sospesi, in alloggi di fortuna: chi in camper, chi in tenda, chi nei vagoni treno e chi in macchina.

Strane giornate queste.

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nel nostro piccolo

6 aprile 2009

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