Archive for the ‘La mia nuova casa in campagna’ Category

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Benvenuto Settembre: e ora forza, puoi fare di meglio

1 settembre 2016

Caro Settembre,
benvenuto!
Certo, avrei preferito non cominciare il nuovo mese con una doppia crisi della piccola. Guarda che in questo caso non vale il detto “Two gust is mègl che uàn…”
Per la prima volta da quando ha cominciato ad avere le crisi epilettiche, oggi abbiamo avuto un episodio doppio, ovvero prima crisi alle 4,30 bloccata con Micropam, seguita da seconda crisi alle 7,30 bloccata con un altro Micropam.

Micropam santo subito, nel giro di pochi minuti distende i muscoli e blocca le convulsioni: ma di solito una volta fatto un clisterino stavamo tranquilli una settimana almeno, oggi invece solo 3 ore.

Insomma caro signor Settembre, vedi un po’ che puoi fare… che chi ben comincia è a metà dell’0pera.

Questa estate è volata tra una crisi e l’altra, notti insonni, programmi di viaggi saltati,  un ricovero ospedaliero non per la piccola come ci si potrebbe aspettare ma per il grande, che si è preso un virus che lo ha disidratato a forza di vomitare.

Ci siamo fatti un paio di giorni rosicchiati in spiaggia, una puntata veloce a Pisa a vedere la torre pendente e a Vinci a vedere il museo Leonardiano, che il primogenito ha gradito moltissimo portando questo nome così importante.

Per il resto lavoretti in casa, muri muretti, impasta cemento, taglia il legno, salda il ferro… che estate sarebbe senza un po’ di manovalanza?

e poi sei gattini in più, un dentino in meno, e il campeggio in giardino: che fai, passando da Decathlon e vedendo una gigantesca tenda 4 posti in offerta… non la prendi? Così fai provare ai bambini (e a te stessa) le giUoie del campeggio con la comodità della casa a due passi.

insomma… benvenuto Settembre, e per favore metticela tutta!

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Le donne di città e le donne di campagna

19 giugno 2016

Le donne di città al compleanno ricevono borse, gioielli, trucchi. Le donne di campagna, l’ultimo modello di trattore tosaerba.

donnadicampagna
(Mica scherzo: ecco il mio regalo di compleanno dell’anno scorso)

Le donne di città hanno i vestiti suddivisi al massimo in vestiti più o meno fighi. Le donne di campagna hanno i vestiti suddivisi in “da fuori” e “da lavori nei campi”.
ne segue che le donne di città hanno i vestiti suddivisi in puliti e sporchi, quelle di campagna in più o meno “presentabili”.

Le donne di città conoscono il pollo nel comodo formato “quattro cosce dentro una vaschetta di polistirolo”, le donne di campagna lo conoscono in tutte le sue evoluzioni uovo, tenero pulcino, pollo quasi pronto, galletto infornabile.

Le donne di città di solito non hanno un pelo fuori posto: baffetti sopracciglia e peli superflui vari sono costantemente tenuti sotto controllo. Le donne di campagna, diciamocelo, spesso hanno i baffi.

Le donne di città profumano di Chanel n°5, quelle di campagna di trifoglio e menta piperita.

Le donne di città si svegliano con Radio Subasio, quelle di campagna con il canto del gallo.

Le donne di città sono pallide in inverno e abbronzate in estate. Le donne di campagna in primavera cominciano ad avere quell’abbronzatura così detta “da orto” ovvero con il simpatico segno della maglietta a metà braccio.

Le donne di città controllano di avere lo smalto non rovinato, quelle di campagna di non avere tracce di terra sotto le unghie.

Le donne di città hanno “l’animale domestico”, solitamente un cane o un gatto, quelle di campagna hanno “gli animali”: cani-gatti-polli-oche-conigli-pecore….

Le donne di città vanno alle mostre, quelle di città alle sagre 🙂

e ora su dai, non si offendano le donne di città nè quelle di campagna, che io sono stata di città, ora sono di campagna, e si lo ammetto: ho i baffi!
E questa distinzione non è fatta su base geografica, nel senso che ci sono donne che vivono in campagna ma hanno le caratteristiche delle donne di città (“non mi chiedere di andare nell’orto, oddio una lucertola!”) e viceversa, donne che vivono in città ma coltivano l’orto sul balcone.

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Nascite

21 aprile 2016

Il bello del vivere in campagna è che puoi vedere la natura risvegliarsi da vicino: alberi, fiori, boccioli, tutto riprende vita e colore, tutto rinasce.

E se hai degli animali, cominciano anche per loro le nuove nascite.
Sembra ieri che la piccola Emily faceva ingresso nella nostra vita… e ora è diventata mamma!

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Mamma gatta e i suoi piccoli

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a una settimana sono ancora microscopici, sempre addormentati e con gli occhietti chiusi

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dopo due settimane i gattini aprono gli occhi e diventano più vispi

La super mamma ha fatto tutto da sola di notte: quando ci siamo alzati la mattina i piccoli erano già asciutti puliti e attaccati a lei.

Ho poi inaugurato la nuova incubatrice: approfittando della rottura del termometro di quella vecchia ne ho comprata una automatica  e digitale, che fa tutto da sola, ruota le uova senza che dobbiamo noi ricordarci di farlo due volte al giorno.

E dopo i 21 giorni di cottura, ecco qua:

pulcini

a differenza dei gattini, a un’ora dalla nascita sono già in piedi, con gli occhi aperti e in movimento 🙂

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Una casa a modo mio

17 marzo 2016

Un bel giorno Polepole bussò al mio blog domandandomi se volevo collaborare a un suo nuovo progetto: si trattava di un luogo dove parlare di case, di abitare.

Volevo raccontare qualcosa di me, della mia casa, del mio concetto di abitare?

Ma certo, le ho risposto!

Il mio blog è nato in un momento di transizione della mia vita: passavo (forzatamente) da un mondo in bianco e nero degli studi scientifici e il lavoro da ingegnere a una vita più libera e creativa. Inoltre era nato il primogenito e avevo perso mia madre… tutti elementi che segnano profondamente una vita.
Il trasferimento in campagna qualche anno dopo è stato un altro momento di transizione: non ci siamo limitati a comprare una casa diversa da quella in cui abitavamo, ma abbiamo scelto accuratamente il terreno dove costruirla, la abbiamo disegnata, la abbiamo seguita nella costruzione, il tutto in un contesto di nuovo stile di vita.

Questo è ciò che vi racconterò nello spazietto che le ragazze di Una Casa a Modo Mio mi hanno riservato nel loro blog.

fotomia

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Allevare e mangiare polli

28 maggio 2014

Qui in campagna è normale avere un orto e mangiare i suoi prodotti, ma anche allevare polli e altri animali e poi ucciderli per mangiarli.

Di primo impatto sembra una cosa orribile perndere un pollo e tirargli il collo, spennarlo e prepararlo per mangiarselo…
Ma a pensarci bene, quando compri il pollo dal macellaio o al supermercato, la fine che ha fatto quel pollo è la stessa.
La differenza è piuttosto che il pollo del supermercato è imbottito di medicinali, ha fatto una vita tristissima vivendo stretto in batterie senza potersi muovere, ingozzato per crescere velocemente. E forse non ha avuto neanche una bella morte.

Quindi tutto sommato non mi sembra così terribili dare una morte onorevole a un proprio animale sopo avergli fatto trascorrere una vita in libertà all’aria aperta.

La vera svolta sarebbe diventare vegetariani e rifiutarsi di cibarsi di animali morti: quello sarebbe l’unico modo di affrontare l’argomento in modo etico.
Ma già solo comprando la carne al supermercato ci si rende complici dell’uccisione di quell’animale, per cui non credo sia più disdicevole farlo con le proprie mani.
Un po’ invidio chi diventa vegetariano e percepisce la purezza di una vita eticamente sostenibile.
Io non ho la stessa sensibilità, mangiare la carne mi piace e l’unico motivo per cui ne consumiamo poca è che non penso faccia troppo bene alla salute.
Cerco spesso ispirazioni per menù vegetariani, indubbiamente più salutari, ma ogni tanto la carbonara con la pancetta, il panino col salame o una bella braciola ce la mangiamo volentieri.

Ora: potremmo essere in grado noi di percorrere una strada simile?
Abbiamo cinque galline cui siamo oramai affezionati e dei paperotti ancora piccoli, meravigliosi, per non parlare dei quattro pulcini dei quali abbiamo seguito la nascita e per i quali ci siamo commossi. L’idea di cibarmi di qualcuno di loro in futuro mi pare lontana anni luce.

Ma in linea teorica, l’idea di nutrirsi di animali dei quali si conosce la provenienza, la buona salute, la buona vita trascorsa è allettante, se non fosse per lo scoglio emotivo del dover porre fine noi alla loro vita.
Famiglie che stiamo conoscendo qui in campagna trovano assolutamente normale ammazzare il pollo o il coniglio o anche il maiale allevato in cortile. E la frase che ci ripetono quando esprimiamo i nostri dubbi sulle nostre eventuali capacità è “ma si, che ci vuole?

Facile a dirlo quando lo si è visto fare sin da piccoli e la si trova una cosa normale, temo meno facile per chi si accinge a questa pratica per la prima volta.

Sto leggendo “Farm city, educazione di una contadina urbana” di Novella Carpenter: sono al punto in cui alleva tacchini per nutrirsene il giorno del ringraziamento pur non avendo mai ammazzato un tacchino in vita sua. E si pone un po’ di domande, turbata dal legame affettivo che si è instaurato, suo malgrado, con gli animali. Riuscirà la nostra eroina a tirare il collo alla bestiola?

Immagine

Ci uniremo anche noi agli allevatori e consumatori di animali della fattoria?
Per ora siamo solo alla valutazione teorica.

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Magie della campagna: i pulcini

23 maggio 2014

Già mi ero emozionata nel trovare il primo uovo nel pollaio.
Già ero rimasta incantata nell’osservare il rituale della deposizione dell’uovo.

Potete immaginare come abbiamo vissuto intensamente la nascita dei nostri primi pulcini!
Abbiamo usato una incubatrice perchè nessuna delle nostre galline mostrava intenzione di fare la chioccia.
Le uova sono state messe nell’incubatrice il primo maggio e il primo uovo si è rotto il 20 maggio.

pulcino1

(ecco il primogenito)

pulcino2

(dopo quasi 24h il primo è asciutto quando nasce il secondo fratellino)

 

pulcino3

(una volta che sono tutti asciutti si possono traslocare in uno scatolone con una lampadina che li mantenga al caldo, cibo e acqua)

pulcino4Ed eccoli a dormire tutti e 4 insieme, il primogenito sopra tutti gli altri, forse a voler dimostrare la sua supremazia 🙂

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Di Orto e Animali Vari.

19 maggio 2014

Non c’è vita di campagna che si rispetti senza un orto e degli animali.
A marzo il marito è salito sul trattore, agganciato la fresa, e dato una bella passata a un rettangolo di prato da adibire a orto.

orto
Dal giorno dopo ho zappato delle file dove ho interrato semi di ogni tipo, mantenendo una bella distanza tra una fila e l’altra per camminare comodamente.
Ho seminato: lattuga, bieta, spinaci, piselli, ravanelli, sedano, pomodori, meloni… Piano piano sono nate le piantine siamo anche riusciti ad assaggiare già qualcosa, ovvero i ravanelli.

 

ravanelli cucuravanelloni
Sono stati una sorpresa di una mattina di lavoro nell’orto, mentre toglievo le erbacce e ho visto queste pallette rosse sbucare fuori dalla terra.

Al nostro orto hanno contribuito anche dei generosissimi compaesani che ci hanno regalato qualche piantina delle loro.

Per quanto riguarda gli animali, le 4 galline hanno la compagnia di un nuovo gallo, detto il Bersagliere, essendo il primo passato a miglior vita; inoltre ci è stata regalata una polletta timida timida che ancora non si è decisa a contribuire alla produzione di uova.
Le altre 4 invecre sono tutte in attività e ci regalano 3-4 uova al giorno.

bersagliere

4uova

 

La fattoria si è poi ampliata con l’arrivo di 4 dolci paperotti: le anatre fanno anche loro uova da utilizzare in cucina e inoltre tengono bassa l’erba essendone molto golose.

paperotti

Per ampliare ulteriormente la famiglia abbiamo messo alcune uova delle nostre galline in una incubatrice e siamo in trepidante attesa della schiusa:

covatutto