Archive for novembre 2012

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Calendario dell’avvento

28 novembre 2012

L’anno scorso avevo realizzato questo calendario dell’Avvento: lo avevo disegnato e assemblato tutto da sola facendolo trovare pronto ai bimbi.

Quest’anno ho deciso di cambiare: ho messo da parte il lato estetico e ho voluto rendere il primogenito partecipe della preparazione.

Non amo i calendari che prevedono un regalo al giorno, di regali ne riceveranno abbastanza il giorno di Natale: il calendario dell’avvento è un conto alla rovescia per aspettare il Natale.

Ho disegnato su un grande foglio la sagoma di un albero di Natale e il bimbo l’ha colorato.
Poi su un foglio più piccolo ho disegnato 24 decorazioni per l’albero, tipo palline, cuoricini, stelline, pupazzi di neve eccetera: il bimbo le ha tutte colorate e ritagliate. Le abbiamo messe in una ciotola e gli ho spiegato che a partire dal primo dicembre attaccheremo sull’albero disegnato una decorazione al giorno: quando la ciotola sarà vuota vorrà dire che sarà arrivato Natale.

Semplice, economico e divertente da realizzare!

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Come prosegue la storia

12 novembre 2012

Dunque: le prime trenta pagine sono state scritte, i personaggi principali sono stati introdotti.
Ho scritto quasi tutto quello che avevo in mente, ora la storia è a una svolta.
Devo affrontare una parte più “di azione”, inserire un pizzico di strategia e di suspance.
e inserire qualche personaggio secondario che aiuti quelli principali nel raggiungimento dell’obiettivo finale.

Ho scelto il titolo definitivo e ho anche disegnato la copertina: ebbene si, il libro non è ancora finito, ma ha già la copertina.

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Quando nasce una storia.

9 novembre 2012

Mi sono sempre chiesta come nasca un romanzo.

A me piace molto leggere, leggo da sempre, leggo parecchio. Mi rilassa, mi fa entrare in altri mondi, mi fa conoscere gente nuova. Quando il libro mi prende molto, mi dispiace quando arrivo all’ultima pagina, e per un po’ di tempo sento la mancanza dei protagonisti.

Ma l’attività di scrivere un libro mi è sempre sembrata titanica: come si fa a inventarsi una storia così lunga, così dettagliata, tutti quei personaggi, quei dialoghi. Quanto lavoro richiede? Mesi trascorsi a scrivere, rimuginare, correggere.

Poi un giorno, ho iniziato a fantasticare su una storia: la vedevo nella mia mente come se guardassi un film.
Prima una scena, poi la scena successiva.
E il giorno dopo ci pensavo ancora, e mi proiettavo il seguito di quella storia.
Poi ho provato a immaginare meglio l’ambientazione, a pensare a cosa sarebbe successo dopo: mi ci sono appassionata da sola.

alchè ho iniziato a scriverla.
Non immaginavo di essere costante nella scrittura, credevo che avrei scritto un paio di pagine e poi mi sarei stufata.
Invece ancora non è successo: le pagine sono diventate venti (certo, non è un romanzo, ma è così che si comincia no?) e ogni giorno ci lavoro per aggiungere, limare, aggiustare, modificare.

La cosa bella sono le idee che ti si affacciano alla mente all’improvviso: quando un tuo personaggio si trova in un punto che non sai come sbrogliare, quando meno te l’aspetti si affaccia un’idea che non vedi l’ora di andare a scrivere. E anche se sei già in pigiama a letto, ti viene voglia di andare a riaccendere il pc per non perdere l’attimo fuggente.

Insomma, sono presa da questo … come vogliamo chiamarlo, gioco?
Vedremo come evolverà…