Archive for febbraio 2016

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Aiuto, mio figlio si arrabbia!

12 febbraio 2016

E’ stato un anno faticoso il 2015, le crisi della secondogenita hanno scombussolato un po’ tutti in famiglia e altri pensieri e situazioni ci hanno messo in crisi.

Il cambiamento più evidente lo abbiamo notato nel primogenito, che ultimamente ha scatti di rabbia a scuola mentre a casa è più tranquillo.
Nel tentativo di studiare il problema penso, rifletto, parlo, leggo… e mi sono imbattuta in questo libro: “Lascia che si arrabbi, capire e affrontare la rabbia di tuo figlio dai 2 ai 13 anni” di Francesca Broccoli.

lascia che si arrabbi

L’ho trovato ricco di interessanti spunti di riflessione:

  • la rabbia è una delle emozioni primarie e primordiali che portiamo con noi dall’inizio dei tempi perchè insieme alla gioia e la paura sono state indispensabili per la nostra evoluzione
  • essendo una emozione (dal latino ex-movere, portare fuori) serve a lanciare un messaggio che va decodificato
  • considerando che durante un attacco di rabbia il cervello del bambino non lavora normalmente a causa della sovra-tensione che sta subendo, sono molto utili gesti che portino ad aumentare i livelli di serotonina, quindi abbracci e coccole
  • la rabbia può assumere diverse forme: scenate eclatanti quando il bambino si sente libero di esprimerla, comportamenti apparentemente più tranquilli quando in famiglia la rabbia è vissuta come un tabù, qualcosa di negativo da nascondere: è utile che i genitori riflettano sul modo in cui viene vissuta la rabbia nella famiglia e come lo era nelle loro famiglie di origine
  • quando la rabbia si manifesta tra fratelli è fisiologica e quindi benigna: il rapporto fraterno è la prima palestra in cui i bambini esercitano la vita sociale e imparano a dialogare con i coetanei
  • i bambini devono imparare, con l’aiuto degli adulti, a regolare le proprie emozioni, a esprimere la rabbia in modo non distruttivo ma costruttivo
  • dietro la rabbia c’è sempre un messaggio che il bambino ancora non ha imparato a esprimere a parole
  • quando un bambino si arrabbia vanno evitati sistemi di premi/punizioni, alzare la voce per sovrastare la sua: l’unico strumento è il dialogo, aiutare il bambino a esprimere ciò che sta provando e dopo, passata la tempesta, aiutarlo ad analizzare ciò che è successo
  • quando un bambino è arrabbiato può avere difficoltà nello studio ma non per carenze cognitive bensì perchè tutte le sue energie sono impegnate nel grande lavoro che sta compiendo sul piano emotivo
  • la rabbia del bambino va affrontata in modo rispettoso e fruttoso, deve diventare momento e occasione di dialogo
  • non chiedetegli di calmarsi: in quel momento non è che non vogliono, ma proprio non sono in grado di farlo. Anche loro sono vittima delle nostre stesse sensazioni, spaventati, affaticati, confusi

“Ciò che dobbiamo sperare è di rendere la rabbia un fuoco che cucina anziché un fuoco che brucia.”   Clarissa Pinkola Estes

“la rabbia non è solo inevitabile, è necessaria. La sua assenza indica indifferenza, la più disastrosa delle mancanze umane”  Arthur Ponsonby

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Mindfulness quando meno te l’aspetti

8 febbraio 2016

Pomeriggio in piscina.
No, non nel senso che sono nella vasca a nuotare, bensì sono seduta fuori sul divano delle mamme che aspettano i pargoli.
Leggo un divertentissimo Ragazze mancine di Stefania Bertola, acquistato in offerta lampo kindle qualche giorno fa.

ragazze mancine

A un certo punto sollevo un attimo lo sguardo dal mio ebook reader e mi ritrovo in un momento di mindfulness.la via dell'artista
Mi viene in mente uno dei consigli di Julia Cameron nel suo La via dell’artista: l’astinenza dalla lettura. La lettura è un ottimo sistema per trascorrere il tempo quando ci annoiamo. Ma astenersi dalla lettura proprio in questi momenti stimola la creatività.

 

La lettura distrae dal qui e ora, immerge in un altro mondo, altri pensieri, guidati dalle parole e dalle pagine che leggiamo. Ma posando un momento il libro e alzando gli occhi ci accorgiamo che c’è il mondo intorno a noi.

Studio con curiosità il variegato mondo della mamme che aspettano. La maggior parte di loro ha lo sguardo fisso sullo schermo del cellulare: dita che scorrono, cliccano, zoomano, digitano, inviano segnali digitali in un mondo virtuale.
Pur incontrandosi due volte a settimana nello stesso posto alla stessa ora, non sentono l’esigenza di scambiare qualche parola tra loro.

Questo comportamento mi colpisce ancora di più quando coinvolge tutta la famiglia: mamma e figlia/figlio, ciascuno con il proprio smartphone, nessun contatto, nessuna comunicazione.

come-inviare-sms-dal-pc-al-cellulare-gratis

Più lontano, come in un altro emisfero, un gruppetto di donne intente in una vera e propria conversazione vecchio stile. Sedute in cerchio intorno a un tavolino, si guardano negli occhi, ascoltano una la voce dell’altra, ridono una alle parole dell’altra.
Avranno i cellulari scarichi?
No, so che è il loro modo di essere perchè ogni settimana vedo le stesse facce chine sui cellulari e le stesse facce intorno ai tavoli.

Mamme che parlano, mamme che ascoltano, mamme che digitano, mamme che sbadigliano, mamme che sorseggiano un caffè.
E poi ci sono io, che le guardo, tiro fuori un quadernetto che ho sempre con me, e comincio ad annotare pensieri sparsi.

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costume di carnevale dell’ultimo minuto

7 febbraio 2016

Avete un maglione rosso?

Avete del cartoncino nero e giallo?

avete una matira nera per gli occhi?

Allora in 5 minuti potete confezionare il vostro costume da Incredibile!

Con il cartoncino create la i da attaccare sul maglione rosso

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e con la matita per gli occhi disegnate la maschera sul vostro viso.

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et voilá!