Archive for febbraio 2010

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Yoga fatto in casa

16 febbraio 2010

Prima di iscrivermi al corso di yoga, ci avevo provato a farlo in casa, ma questo fu il risultato:

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Internet and me

12 febbraio 2010

Dalla rivista Wired sono venuta a conoscenza dell’iniziativa che vorrebbe vedere Internet candidata al premio Nobel per la pace 2010. Ogni mese la rivista propone storie che sottolineano l’importanza di Internet nel mondo, per quei paesi ad esempio dove la democrazia e la libertà di parola-espressione-stampa non esistono.

Io vi racconto invece perchè Internet è importante per me: quella che segue quindi non è una grande storia di un grande personaggio, come magari Shirin Ebadi, ma la minuscola storia della quotidianità di una piccolissima persona.

30 anni fa, senza Internet, nelle mie condizioni sarei diventata sicuramente una casalinga frustrata.
Laureata, licenziata appena rimasta incinta, mi sono messa di buon grado a fare la casalinga e poi la mamma a tempo pieno: ma “di buon grado” lo posso dire perchè ho un computer e una connessione internet che mi fanno compagnia tutto il giorno.
Dopo aver perso il lavoro, piuttosto che starmene con le mani in mano ho deciso di ampliare le mie conoscenze informatiche e dare libero sfogo alla mia creatività imparando a usare un programma di grafica digitale, Photoshop.
Oltre che con la grafica digitale, mi sono divertita con la pittura, il disegno, la creazione di piccoli oggetti decorati a mano.
Grazie a Internet, ho poi aperto un mio sito dove pubblicare le mie creazioni e utilizzato varie piattaforme e social networks per condividerle con altri utenti: Flickr, Facebook, Twitter, blogs

Internet mi aiuta anche a non sentirmi mai sola: Messenger e Skype sono accesi 24/24 e posso chiacchierare con le amiche appena ci va.
Inoltre, frequento un forum dove altre mamme si scambiano idee e opinioni ed esperienze: e questa è una cosa fondamentale per una neo-mamma, avere altre mamme con le quali condividere ciò che si sta vivendo, anche solo per domandare un consiglio o per avere sostegno.

Grazie a Internet mi tengo costantemente informata su ciò che accade nel mondo: internet è una immensa finestra sul mondo e una irrinunciabile fonte di informazioni.

Grazie a Internet mi auguro che la mia vita lavorativa possa un giorno decollare permettendomi di lavorare da casa e conciliare in questo modo la maternità e la realizzazione professionale.

Ecco quindi la mia vita virtuale, fatta di amicizie che coltivo tramite le chat quando non è possibile vederci di persona, di conoscenze che si ampliano sulla base di interessi comuni, di esperienze da condividere con altri internauti, di informazioni da scambiare… ecco la mia vita, che grazie a internet non è quella di una casalinga.

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e improvvisamente… la neve.

12 febbraio 2010

Alle 8 questa mattina mi manda un sms mio padre “Nevica”. Io guardo fuori dalla finestra e da me piove solo.
Penso “La neve a Roma… e qui solo pioggia, che peccato”.
Passa qualche minuto, sto facendo colazione col pupo, mi giro distrattamente verso la finestra e… salto su come una bimba “AMORE NEVICA!!!”
Lo prendo in braccio e lo porto alla finestra, estasiata. Lo rimetto per terra che devo subito fare dei filmati, delle foto, immortalare questo spettacolo incredibile.
Lo so che sono giorni oramai che in molte parti di Italia nevica e la gente non ne può più. Ma immaginate una persona che vive in provincia di Roma e che sono 15 anni che non vede la neve dal vivo.
Ecco qui come appariva la mia macchinina questa mattina:

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Sartina improvvisata

11 febbraio 2010

Per carnevale avevo comprato un bel costume da leone per il mio cucciolo: peccato che la prima – e anche la seconda – volta che gliel’ho messo ha pianto come un disperato: sembrava proprio arrabbiato di essere rinchiuso in questa adorabile tutona:

Allora ho pensato che se fosse stato un due pezzi si sarebbe arrabbiato di meno, da infilare come un maglioncino e pantaloni: mi sono detta che comunque non l’avrei usato così, si può mica andare in giro con un bambino terrorizzato dal proprio costume, e mi sono improvvisata sarta.
L’ho tagliato a metà nel senso orizzontale isolando i pantaloni con la coda, ho cucito a mano un risvolto dove ho infilato un nastro che farà da cintura: e i pantaloni sono pronti:

Poi sono passata alla parte superiore: ho cucito (sempre a mano… con una macchina da cucire sarebbe venuto tutto meglio ma non ce l’ho) i bordini, perchè essendo il costume in pelouche perdeva pezzi da tutte le parti.

E con tre laccetti a mò di chiusura ecco il mio leoncino:

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prova twitterfeed

10 febbraio 2010
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Gitarella al pronto soccorso

10 febbraio 2010

Ieri sera, ora di cena: intanto che la pappa si cuoceva intrattenevo il pupo con il suo gioco preferito, ovvero rincorrersi e nascondino. Dopo chilometri e chilometri percorsi in giro per casa, stanchi tutti e due ci fermiamo, io mi poggio sul letto, lui mi viene di fianco… poi tempo un nanosecondo sento il botto e lui che piange.
Si era inciampato (nei propri piedi, gli capita quando è stanco) e cadendo aveva sbattuto la fronte sullo spigolo del mio comodino.
L’orrendo rumore che fa la testa di vostro figlio quando sbatte forte da qualche parte!
Ho subito temuto di vederlo sanguinare da qualche parte e gli osservavo la faccina aspettando di vedere dove: invece ha iniziato a gonfiarsi la tempia. Gli ho messo subito il ghiaccio, con mio marito che lo teneva e lui piccolino che strillava, che oltre al male per l’urto ora gli toccava il fastidio del ghiaccio.
Non siamo genitori ansiosi, che alla prima bua corrono al pronto soccorso, ma sapevo che le botte in testa e alle tempie sono delicate e vanno monitorate: il bambino non va fatto addormentare e va portato in ospedale se perde conoscenza o vomita.
Il pupo non ha fatto nessuna delle due cose, ma è rimasto parecchi minuti intontito, tendeva ad appisolarsi, gli si chiudevano gli occhietti, era stranamente calmo e rimbambito.
Nel dubbio ci siamo messi in macchina, destinazione pronto soccorso.
Già in macchina mi ero molto tranquillizzata, perchè lo facevo giocare e lui rideva e giocava tranquillo, la sonnolenza gli era passata: ho anche chiesto a mio marito di tornare indietro ma dato che c’eravamo un controllino era meglio farlo.
Arrivati al pronto soccorso, che non è nè pronto nè soccorso, c’erano già una quindicina di bambini con i genitori, e chi tossiva e chi piangeva. All’accettazione ho spiegato cosa era successo e ci siamo messi ad aspettare il nostro turno.
Nella mezzora che abbiamo aspettato il piccolo era tranquillo e giocava con un altro bimbo coetaneo, e andava in giro e disegnava su un foglio che avevo. Passata la mezzora ancora non era arrivato il nostro turno e quando ho chiesto all’infermiera all’accettazione per cortesia quanti bimbi c’erano prima del mio, mi ha sgarbatamente risposto “Ma signora ho altro da fare!” ….
Insomma, ce ne siamo andati: tranquillizzati da soli dal fatto che era stato bene ci siamo fatti l’autodiagnosi che non era niente di grave e siamo tornati a casa.

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ma quat’è difficile…

8 febbraio 2010

… fare yoga col  naso tappato?

Gli esercizi di respirazione sono terribilmente difficili, e in determinate posizioni il naso tende a tapparsi ulteriormente.
A un certo punto mi sono dovuta rialzare dicendo all’insegnante “Scusa ba dod respiro… “