Archive for febbraio 2012

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Corsa, primi miglioramenti.

28 febbraio 2012

Questa mattina nuova uscita per correre.
Il percorso è rimasto sempre lo stesso ma ho corso più a lungo delle altre volte: risultato, sono rientrata a casa prima.
Se è sempre valido che

v=s/t

rimanendo s costante e aumentando v, allora t diminuisce. Tutto a posto quindi.

Fotografarsi mentre si corre forse è un po’ esagerato.. 

Sono rientrata meno congestionata e ho ripreso fiato più in fretta tra una corsa e l’altra: sono molto soddisfatta.
Dalla prossima volta aumenterò la lunghezza del percorso per scoprire nuove frontiere del magico mondo della corsa.

 

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Correre: si ricomincia

24 febbraio 2012

Prima ci si è messa la neve, che ha mandato nel panico strade e sindaci e mi ha lasciata con i bambini a casa causa scuole preventivamente chiuse.
Poi ci si è messa l‘influenza intestinale, con vomito ininterrotto per 24 ore, digiuno per 3 giorni e conseguente dimagrimento e fiacca e stanchezza.
Infine ci si è messo il ciclo, che il primo giorno mi spezza le gambe e mi rende incapace di intendere e di volere, figuriamoci di correre.

Ma questa settimana finalmente ogni impedimento era svanito all’orizzonte e ci ho riprovato.

Innanzitutto ho acquistato un paio di scarpe da ginnastica nuove, che quelle vecchie avevano almeno un decennio (che io prima di buttare qualcosa la uso e riuso e riuso ancora).
Dopodichè, bambini a scuola e mamma in tuta e scarpe da ginnastica in giro a corricchiare.

Cosa ci sarà dopo questa salita?

Ho ripreso il programma per principianti e l’ho adattato alle strade che ci sono qui intorno: per evitare di correre in salita ho allungato un po’ i tempi in modo da far coincidere i minuti di corsa con i tratti pianeggianti e quelli di camminata con le salite e discese.

Mi sento ancora un po’ in modalità mozzarella: al termine della mezzora di corsa+camminata sento il sangue che scorre velocissimo e pulsa alle tempie.
Ho intenzione di seguire lo stesso percorso in modo da notare i miglioramenti “Settimana scorsa in questo punto mi fermavo, ora provo a superarlo“.

C’è chi mi sconsiglia di correre perchè la corsa fa dimagrire troppo e io sono già un po’ sottopeso.
Ma io non ho intenzione di fare chilometri tutte le mattine, mi basta una mezzoretta due o tre volte la settimana, così tanto per muovermi un po’. Nel dubbio, ho comprato un paio di tavolette di cioccolata per riprendere subito le calorie smaltite.

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Mooncup e Co

21 febbraio 2012

E’ qualche tempo che sento ragazze parlare della coppetta mestruale e mi è venuta la curiosità di provarla.


C’è la Mooncup, la Ladycup, e tanti altri modelli: più grandi o più piccole, più o meno costose, col gambo o con la pallina, bianche o colorate, in silicone o in materiali plastici. C’è addirittura un forum dedicato a questo magico mondo.

Ho provato a chiedere in farmacia se per caso la vendevano e ho avuto questo dialogo con il farmacista:
Buongiorno, vendete le coppette mestruali? Tipo la Mooncup?
Lui: “eh? la cosa? … non credo, aspetti che cerco al computer. Come si scrive? mùn..?”
io: “Moon, come luna e cup, come coppa...
Lui: “Ah si eccola, se vuole gliela ordino. Certo che però 39 euro sono tanti!
io: “Infatti su internet la trovo a meno.”
Lui: “eh ma ogni mese 39 euro sono davvero tanti!
io: “No il fatto è proprio che la si compra una volta e dura tutta la vita!”

Insomma, ho istruito il farmacista.
Poi su internet avevo visto che in Toscana alcune Coop vendono le Ladycup, così ho provato alla Coop più vicina a casa mia.
io: “Scusi, avete le Ladycup? Sa, la coppetta mestruale…
Lei: “La cosa?… se mi dice che è una roba mestruale sarà tra gli assorbenti. Ah si, sicuramente è una roba della Lines…

ehm… no, non esattamente. Mi sa che non è un prodotto ancora molto conosciuto.

Se la usate raccontatemi quale avete e come vi trovate!

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Ri-evoluzione attiva

20 febbraio 2012

Sono stata invitata a partecipare a un blog che tratterà argomenti come il riciclo, il consumo consapevole, modi per affrontare questo periodo di crisi e spendere al meglio il proprio denaro.
Il mio progetto di autonomia energetica e alimentare è ancora in fase “bozza” ma sto studiando e mi sto preparando, quindi il mio contributo sarà ancora un po’ teorico.
Ma ogni contributo può essere prezioso per accrescere la consapevolezza che si può cambiare il proprio stile di vita e vivere un po’ meglio.

A presto su Ri-evoluzione attiva.

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Parto, rooming-in e allattamento al seno.

18 febbraio 2012

Ho avuto la fortuna di partorire i miei figli in un ospedale in cui fanno il rooming-in: consiste nel lasciare il neonato in camera con la mamma da subito e 24 ore su 24.
C’è il nido a disposizione delle mamme, dove i bambini vengono visitati, pesati e dove si può lasciare il bambino se se ne ha bisogno, ma la regola è che bambino e mamma stanno sempre insieme.

Inoltre in questa struttura si favorisce in tutti i modi l‘allattamento al seno: stando sempre insieme al bambino la mamma ha la possibilità di attaccare al seno il bambino ogni volta ce ne sia bisogno.
Il bambino viene dato alla mamma appena uscito dalla sua pancia e viene subito fatto avvicinare al seno.
Le ostetriche poi seguono la mamma per aiutarla ad attaccare il bambino nel modo migliore e far si che l’allattamento cominci nel migliore dei modi.
Il nido nell’ospedale è nello stesso corridoio dove ci sono le stanze delle neomamme, così una mamma può alzarsi dal letto e con pochi passi raggiungere il luogo dove sta il suo bambino e osservarlo attraverso l’ampia vetrata.

Il primogenito nacque con parto spontaneo (se volete il racconto del pretravaglio, il travaglio e la fase finale): appena nato è stato dato in braccio al papà che aveva assistito al parto, poi a me sono stati dati un paio di punti a causa dell’episitomia, poi il bimbo è stato messo nel letto con me che ancora eravamo nella sala parto e l’ostetrica mi disse “Può attaccarlo se vuole”.
Ricordo che lui aveva gli occhietti già aperti e diceva “gnè gnè” e girava la testa come osservandosi intorno, poi capitò davanti al mio capezzolo, si fermò, aprì la bocca e ZAC, lo prese in bocca come se avesse sempre saputo cosa ci doveva fare.
Fu meraviglioso.

(il primogenito a circa un quarto d’ora di età) 

La secondogenita è nata invece con un parto cesareo d’urgenza: a 7 mesi e mezzo ha pensato bene di premere il pulsante EJECT e così è nata. Essendo prematura e di soli 2 chili è stata subito messa in incubatrice, dove è rimasta una settimana.
In quel caso l’attaccamento al seno è avvenuto 3 giorni dopo, prima perchè non riuscivo ad alzarmi dal letto io, dopo perchè lei non poteva essere tirata fuori dall’incubatrice.
Ma l’allattamento era lo stesso il primo pensiero delle ostetriche: a maggior ragione dato che era prematura, mia figlia aveva bisogno del mio latte, così mi è stato fornito un tiralatte e consigliato di usarlo ogni 3 ore per simulare la ciucciata della bimba e favorire la montata lattea.
E così feci: dopo 4 giorni dal parto, a dispetto di chi dice che dopo un cesareo il latte fa fatica a venire, ebbi la montata lattea e iniziai a riempire biberoncini che portavo al nido e che le ostetriche davano alla bimba al posto del latte artificiale. Dopo un altro paio di giorni l’aggiunta non era più necessaria e le ostetriche mi riempivano di complimenti ogni volta che portavo loro biberoncini sempre più pieni. Dopo altri due giorni la bambina si attaccava al mio seno perchè era finalmente stata tirata fuori dall’incubatrice e dicemmo addio anche al tiralatte.

(la secondogenita la prima volta che potei prenderla in braccio, a 4 giorni di età) 

La secondogenita rimase in ospedale 12 giorni perchè bisognava tenerla sotto controllo almeno fino al compimento della 36^ settimana gestazionale. Molti ospedali mandano a casa la mamma e tengono il bambino al nido, ma la filosofia dell’ospedale dove ho partorito io era “Finchè non va via il bambino, non va via neanche la mamma“. E questo sempre per l’importanza che per loro riveste l’allattamento al seno: come fa infatti una mamma ad allattare al seno suo figlio stando a casa sua e andandolo a “trovare” un paio di volte al giorno?

Morale della favola: se siete in dolce attesa e dovete scegliere la struttura dove partorirete, secondo la mia personale esperienza mi sento di consigliarvi un ospedale in cui facciano il rooming-in e dove diano priorità all’allattamento al seno.

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Idea regalo nascita

16 febbraio 2012

La mia amica ha dato alla luce due piccoli gemellini!

E come regalo le ho fatto a mano una borsa e l’ho riempita di cose che possono sempre essere utili a una neo-mamma:

– pacco di pannolini
– pacco di salviettine
– ciucci (2, uno per bimbo)
– termometro
– aggegetto per pulire il nasino, Narhinel
– crema idratante (No Johnson, ma una senza derivati del petrolio)

E per finire, due cuscinetti profumati all’eucalipto:

 

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L’abbigliamento per correre

9 febbraio 2012

 

Mi sono messa in testa questa idea di cominciare a correre e non sarà certo il freddo a fermarmi!