Archive for the ‘Agricoltura’ Category

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Le donne di città e le donne di campagna

19 giugno 2016

Le donne di città al compleanno ricevono borse, gioielli, trucchi. Le donne di campagna, l’ultimo modello di trattore tosaerba.

donnadicampagna
(Mica scherzo: ecco il mio regalo di compleanno dell’anno scorso)

Le donne di città hanno i vestiti suddivisi al massimo in vestiti più o meno fighi. Le donne di campagna hanno i vestiti suddivisi in “da fuori” e “da lavori nei campi”.
ne segue che le donne di città hanno i vestiti suddivisi in puliti e sporchi, quelle di campagna in più o meno “presentabili”.

Le donne di città conoscono il pollo nel comodo formato “quattro cosce dentro una vaschetta di polistirolo”, le donne di campagna lo conoscono in tutte le sue evoluzioni uovo, tenero pulcino, pollo quasi pronto, galletto infornabile.

Le donne di città di solito non hanno un pelo fuori posto: baffetti sopracciglia e peli superflui vari sono costantemente tenuti sotto controllo. Le donne di campagna, diciamocelo, spesso hanno i baffi.

Le donne di città profumano di Chanel n°5, quelle di campagna di trifoglio e menta piperita.

Le donne di città si svegliano con Radio Subasio, quelle di campagna con il canto del gallo.

Le donne di città sono pallide in inverno e abbronzate in estate. Le donne di campagna in primavera cominciano ad avere quell’abbronzatura così detta “da orto” ovvero con il simpatico segno della maglietta a metà braccio.

Le donne di città controllano di avere lo smalto non rovinato, quelle di campagna di non avere tracce di terra sotto le unghie.

Le donne di città hanno “l’animale domestico”, solitamente un cane o un gatto, quelle di campagna hanno “gli animali”: cani-gatti-polli-oche-conigli-pecore….

Le donne di città vanno alle mostre, quelle di città alle sagre 🙂

e ora su dai, non si offendano le donne di città nè quelle di campagna, che io sono stata di città, ora sono di campagna, e si lo ammetto: ho i baffi!
E questa distinzione non è fatta su base geografica, nel senso che ci sono donne che vivono in campagna ma hanno le caratteristiche delle donne di città (“non mi chiedere di andare nell’orto, oddio una lucertola!”) e viceversa, donne che vivono in città ma coltivano l’orto sul balcone.

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Allevare e mangiare polli

28 maggio 2014

Qui in campagna è normale avere un orto e mangiare i suoi prodotti, ma anche allevare polli e altri animali e poi ucciderli per mangiarli.

Di primo impatto sembra una cosa orribile perndere un pollo e tirargli il collo, spennarlo e prepararlo per mangiarselo…
Ma a pensarci bene, quando compri il pollo dal macellaio o al supermercato, la fine che ha fatto quel pollo è la stessa.
La differenza è piuttosto che il pollo del supermercato è imbottito di medicinali, ha fatto una vita tristissima vivendo stretto in batterie senza potersi muovere, ingozzato per crescere velocemente. E forse non ha avuto neanche una bella morte.

Quindi tutto sommato non mi sembra così terribili dare una morte onorevole a un proprio animale sopo avergli fatto trascorrere una vita in libertà all’aria aperta.

La vera svolta sarebbe diventare vegetariani e rifiutarsi di cibarsi di animali morti: quello sarebbe l’unico modo di affrontare l’argomento in modo etico.
Ma già solo comprando la carne al supermercato ci si rende complici dell’uccisione di quell’animale, per cui non credo sia più disdicevole farlo con le proprie mani.
Un po’ invidio chi diventa vegetariano e percepisce la purezza di una vita eticamente sostenibile.
Io non ho la stessa sensibilità, mangiare la carne mi piace e l’unico motivo per cui ne consumiamo poca è che non penso faccia troppo bene alla salute.
Cerco spesso ispirazioni per menù vegetariani, indubbiamente più salutari, ma ogni tanto la carbonara con la pancetta, il panino col salame o una bella braciola ce la mangiamo volentieri.

Ora: potremmo essere in grado noi di percorrere una strada simile?
Abbiamo cinque galline cui siamo oramai affezionati e dei paperotti ancora piccoli, meravigliosi, per non parlare dei quattro pulcini dei quali abbiamo seguito la nascita e per i quali ci siamo commossi. L’idea di cibarmi di qualcuno di loro in futuro mi pare lontana anni luce.

Ma in linea teorica, l’idea di nutrirsi di animali dei quali si conosce la provenienza, la buona salute, la buona vita trascorsa è allettante, se non fosse per lo scoglio emotivo del dover porre fine noi alla loro vita.
Famiglie che stiamo conoscendo qui in campagna trovano assolutamente normale ammazzare il pollo o il coniglio o anche il maiale allevato in cortile. E la frase che ci ripetono quando esprimiamo i nostri dubbi sulle nostre eventuali capacità è “ma si, che ci vuole?

Facile a dirlo quando lo si è visto fare sin da piccoli e la si trova una cosa normale, temo meno facile per chi si accinge a questa pratica per la prima volta.

Sto leggendo “Farm city, educazione di una contadina urbana” di Novella Carpenter: sono al punto in cui alleva tacchini per nutrirsene il giorno del ringraziamento pur non avendo mai ammazzato un tacchino in vita sua. E si pone un po’ di domande, turbata dal legame affettivo che si è instaurato, suo malgrado, con gli animali. Riuscirà la nostra eroina a tirare il collo alla bestiola?

Immagine

Ci uniremo anche noi agli allevatori e consumatori di animali della fattoria?
Per ora siamo solo alla valutazione teorica.

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Magie della campagna: i pulcini

23 maggio 2014

Già mi ero emozionata nel trovare il primo uovo nel pollaio.
Già ero rimasta incantata nell’osservare il rituale della deposizione dell’uovo.

Potete immaginare come abbiamo vissuto intensamente la nascita dei nostri primi pulcini!
Abbiamo usato una incubatrice perchè nessuna delle nostre galline mostrava intenzione di fare la chioccia.
Le uova sono state messe nell’incubatrice il primo maggio e il primo uovo si è rotto il 20 maggio.

pulcino1

(ecco il primogenito)

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(dopo quasi 24h il primo è asciutto quando nasce il secondo fratellino)

 

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(una volta che sono tutti asciutti si possono traslocare in uno scatolone con una lampadina che li mantenga al caldo, cibo e acqua)

pulcino4Ed eccoli a dormire tutti e 4 insieme, il primogenito sopra tutti gli altri, forse a voler dimostrare la sua supremazia 🙂

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Di Orto e Animali Vari.

19 maggio 2014

Non c’è vita di campagna che si rispetti senza un orto e degli animali.
A marzo il marito è salito sul trattore, agganciato la fresa, e dato una bella passata a un rettangolo di prato da adibire a orto.

orto
Dal giorno dopo ho zappato delle file dove ho interrato semi di ogni tipo, mantenendo una bella distanza tra una fila e l’altra per camminare comodamente.
Ho seminato: lattuga, bieta, spinaci, piselli, ravanelli, sedano, pomodori, meloni… Piano piano sono nate le piantine siamo anche riusciti ad assaggiare già qualcosa, ovvero i ravanelli.

 

ravanelli cucuravanelloni
Sono stati una sorpresa di una mattina di lavoro nell’orto, mentre toglievo le erbacce e ho visto queste pallette rosse sbucare fuori dalla terra.

Al nostro orto hanno contribuito anche dei generosissimi compaesani che ci hanno regalato qualche piantina delle loro.

Per quanto riguarda gli animali, le 4 galline hanno la compagnia di un nuovo gallo, detto il Bersagliere, essendo il primo passato a miglior vita; inoltre ci è stata regalata una polletta timida timida che ancora non si è decisa a contribuire alla produzione di uova.
Le altre 4 invecre sono tutte in attività e ci regalano 3-4 uova al giorno.

bersagliere

4uova

 

La fattoria si è poi ampliata con l’arrivo di 4 dolci paperotti: le anatre fanno anche loro uova da utilizzare in cucina e inoltre tengono bassa l’erba essendone molto golose.

paperotti

Per ampliare ulteriormente la famiglia abbiamo messo alcune uova delle nostre galline in una incubatrice e siamo in trepidante attesa della schiusa:

covatutto

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La deposizione dell’uovo

13 febbraio 2014

Abbiamo quattro galline, due sono troppo piccole e comincieranno a fare le uova tra un po’.
Tra le altre due non sapevamo chi fosse a deporre quel bellissimo uovo tutto bianco che troviamo.

Oggi è una bellissima giornata così ho aperto la gabbia esterna del pollaio mobile e loro sono uscite a razzolare libere nel terreno.
A un certo punto Bianchina è rientrata nella casetta, ma trovandola priva di paglia (perchè la dovevo sostituire) è uscita di nuovo.
Ho subito messo la paglia nuova e pulita e chiuso lo sportello del nido e mi sono seduta a osservare.
BIanchina è rientrata e, trovando il posto di suo gradimento, si è accovacciata.
E’ rimasta li seduta cinque minuti, poi ha cominciato a gonfiare tutte le penne ed è rimasta immobile: se ne stava li gonfia come una palla ferma ferma, mi sembrava di percepire il suo sforzo.
Poi si è “sgonfiata” e ha cominciato a prendere con il becco dei fili di paglia e metterli dietro di sè. Finita questa operazione si è alzata, è uscita dalla casetta e si è esibita in un sonoro “Cocococodè!”, un verso molto diverso dal solito borbottio che fanno, sembrava un voler dare alle compagne la lieta novella.
Ha bevuto dalla vaschetta dell’acqua ed è uscita a razzolare con le altre.

Ho aperto lo sportello del nido e l’uovo bianco bianchissimo era li, tutto lindo e ancora caldo.

Questa vita di campagna offre spettacoli a volte, meglio della tv!

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Eccolo!

23 gennaio 2014

Sarà stato un caso,

sarà stata una coincidenza,

sarà stato il gallo…

primo

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Un solo gallo nel pollaio

20 gennaio 2014

Le nostre galline Bianchina e Nerina godono di ottima salute ma, purtroppo per noi, ancora non si decidono a fare le uova.
Ci è stato detto di tutto: “è troppo tardi, è troppo presto, sono troppo piccole, fa troppo caldo, fa troppo freddo, fa troppo tiepido…”
C’è anche stato chi ci ha detto che mancava loro il gallo: non a livello biologico, che le ovaiole fanno uova indipendentemente dalla presenza del maschio, ma a livello psicologico le avrebbe stimolate a fare le uova.

Così sabato mattina siamo stati davvero contenti quando un signore di qui, al quale avevamo raccontato i nostri problemi con le galline, ci ha telefonato dicendoci che aveva un gallo da regalarci. Sembra che gli altri due galli lo maltrattassero e non gli lasciassero neanche una gallina, così lo volevano dare via

Ed ecco arrivato “Terzo”!

Nella foto si può notare la metamorfosi tra il momento in cui è arrivato (foto di sopra, tutto spelacchiato) e la mattina dopo (tutto bello rinvigorito e pettinato).

terzo