Archive for the ‘Grafica’ Category

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Una coppia stanca

31 luglio 2016

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Siamo al ristorante e al tavolo di fianco al nostro si siede questa coppia di settantenni.
Si siedono, e per lunghi minuti stanno li fermi immobili, senza parlarsi.
Arriva il cameriere, ordinano, chiacchierano un po’ con lui: poi proseguono con il loro silenzio. Si guardano intorno. Mi colpisce il fatto che non si parlino.
Lei è vestita in modo accurato, indossa anelli e orecchini di perle, sembra fresca di parrucchiere.
Provo a immaginare come stiano le cose tra loro: saranno forse sposati da molti anni, si saranno già detti tutto durante la giornata e ora hanno terminato gli argomenti di conversazione. Oppure si sono già detti tutto durante questi anni e ora non sanno più che dirsi.
Non avranno preferito restare a casa? Dove una cena così silenziosa può essere rapidamente consumata e poi ognuno può tornare alle sue faccende senza l’obbligo di stare li seduti, uno di fronte all’altro, senza sapere come riempire il silenzio?
Oppure il silenzio per loro è diventato un compagno di vita, oramai si capiscono con uno sguardo e non servono tante parole.
Forse l’imbarazzo è solo in chi osserva e non li sfiora nemmeno.

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IlMioMondoNuovo vs Algida

22 luglio 2016

Caro signor Algida,

questo è il mio Avatar sin dal lontano 2009: ben sette anni che il mio viso è fuso con quello di un gattone nero.

gatto copia

Ora tu te ne esci con queste supermodelle che liberano il loro istinto nella pubblicità del mio gelato preferito… ma scherziamo?

Questo è plagio bello e buono, rivendico la precedenza!

e poi non vale, le modelle sono troppo meravigliose, io se guardate bene ho i baffoni del gatto, non perchè mi sia dimenticata di fare la ceretta, ma perchè tale è il mio istinto liberato che mi sono usciti i mustacchi!

Va bene, lasciamo da parte gli avvocati, risolviamo la cosa in modo amichevole: mi accontento di una generosa fornitura di gelati Magnum Classici, o alla mandorla.

Cordiali Saluti,
L’0riginale Gatto Nero.

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il Sole dentro

14 luglio 2016

e se al contrario hai il sole dentro,
Puoi portarlo sempre con te.

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Blue

12 luglio 2016

Puoi andare ovunque

ma non ti allontanerai mai

da ciò che hai dentro.

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Il mio secondo ebook!

16 giugno 2016

Ci ho preso gusto, e così ho fatto una raccolta di tutte le vignette che ho disegnato negli anni, ispirate alle scene più divertenti vissute con i miei bimbi.
La prima è datata luglio 2009… il primogenito aveva un anno e io avevo riscoperto la mia passione di sempre: il disegno.
Non lavoravo più oramai, mi dedicavo al bimbo, alla casa e a qualche lavoretto di grafica ogni tanto, niente di impegnativo.

Ma la vita di una mamma può essere fonte di ispirazione e divertimento!
così ho iniziato a mettere nero su bianco le cose più divertenti che mi capitavano.
Ancora mi ricordo che le prime le disegnai al mare, e una volta tornata a casa le resi digitali con photoshop.

Da allora ne pubblicai molte, e dopo un po’ cominciai a nutrire il desiderio di farne una raccolta e stamparle. Ma tra il dire e il fare si sa, ne passa di acqua sotto i ponti…
E a volte capita di non sentirsi all’altezza, ma a chi vuoi che interessino, ma chi vuoi che me le pubblichi…

Il Self Publishing consente di baypassare questi problemi (detti anche “seghe mentali”): si fa tutto da sè, si crea il prodotto, lo si lancia e si spera che atterri da qualche parte.

La speranza non è quella di comprarsi uno yacth con il ricavato delle vendite che ci permetteranno di diventare miliardari, ma di condividere in modo semplice il proprio lavoro e regalare una risata.

Vi presento: Vita di mamma a colori – scene di vita quotidiana a fumetti

copertina.

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Ricorrenze tristi: istruzioni per l’uso.

25 marzo 2016

Il primo anniversario della morte di mamma mi colse alla sprovvista.
Con spavalderia avevo deciso che sarebbe stato un giorno come un altro: la mia razionalità mi imponeva di pensare che era una semplice convenzione, una data capitata per caso.
Non è che perchè oggi è passato un anno sul calendario, lei mi manca di più di ieri o di domani, mi dicevo.
Ma niente: il cuore ragiona in un altro modo. E nonostante il mio impegno a non dare importanza a quella data, non riuscivo a smettere di piangere.

L’anno dopo mi organizzai per tempo: il 25 marzo lampeggiava sul calendario, lo sentivo arrivare, lo avevo soprannominato “il mio giorno brutto”. Organizzai una uscita al mattino, poi il pomeriggio sarei andata da mio padre, mio marito ci avrebbe raggiunti, saremmo andati a messa e poi a cena fuori.
Mio figlio però ci si mise d’impegno per mandare all’aria la giornata e farmi distrarre a modo suo: aveva un anno e mezzo, ero incinta della sorellina, e lui pensò bene di farsi venire le convulsioni febbrili: così la gita dal nonno venne sostituita con una gita al pronto soccorso.

Gli anni successivi ho sempre cercato di organizzarmi con largo anticipo “il mio giorno brutto”: più ero impegnata, meno momenti avevo liberi per farmi cogliere di sorpresa dalla malinconia.
Di anno in anno ho imparato ad affrontare il giorno brutto e le cose sono andate lentamente migliorando.

Oggi sono otto anni che mia mamma non c’è più e confesso che fino a ieri pomeriggio ho pensato a come impegnare la giornata. Dall’inizio della settimana diversi programmi si sono alternati nella mia mente fino a che ieri sera non ho detto BASTA.
Sono stufa di affannarmi a riempire il mio giorno brutto. Voglio cominciare a viverlo come una giornata come le altre. Non voglio più impedire alla malinconia di arrivare a farmi compagnia: oramai è diventata una malinconia leggera e dolce. E soffocare i sentimenti è comunque sbagliato.

Fammi compagnia, ovunque tu sia.

8 anni

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La MultiPotenzialità

15 gennaio 2016

In quella affolatissima piazza che è Facebook, dove trovi di tutto e di più e a volte anche cose interessanti, mi sono imbattuta in un link che titolava: “Perchè alcuni di noi non hanno un’unica vera vocazione.”
Già solo il titolo mi ha incuriosito perchè mi è parso parlasse a me. Così ci ho cliccato sopra per approfondire l’argomento. Ho trovato questo intervento di Emile Wapnick, che non conoscevo fino a quel momento ma che ho scoperto essere una “carrer coach”, una persona che aiuta gli altri a comprendere chi sono realmente e a trovare la loro strada.

Racconta di aver notato uno schema nella sua vita secondo il quale “mi interessavo ad un argomento mi ci immergevo, lo divoravo, e diventavo brava qualsiasi cosa fosse, e a un certo punto cominciavo ad annoiarmi.” Dopo di chè  mi interessavo ad altro, qualcosa di completamente diverso, e mi ci immergevo, lo divoravo, e pensavo: “Sì! Ho trovato la mia vocazione”, e poi raggiungevo quel punto in cui cominciavo ad annoiarmi. E alla fine, lasciavo perdere. Ma poi scoprivo qualcosa di nuovo e completamente diverso, e mi ci buttavo.

Io da quando non lavoro ho incontrato numerose volte questa situazione: la prima cosa che ho provato a fare era scrivere un libro sulle energie rinnovabili, venendo da una laurea in ingegneria ambiente e territorio e un lavoro come progettista di impianti fotovoltaici. Poi mi sono lanciata nella grafica digitale scoprendo l’esistenza di tavoletta grafica e photoshop e credendo di aver finalmente trovato il mio posto nel mondo: la grafica digitale.
Poi sono passata ad attività più manuali come il lavoro sul legno, il lavoro a maglia e l’uncinetto, la macchina da cucire, la cucina e l’autoproduzione. Poi mi sono dedicata all’orto e al giardinaggio e poi ciclicamente di nuovo alla scrittura e di nuovo al lavoro a maglia e di nuovo al giardinaggio. E a lungo andare mi domandavo come mai non riuscissi a trovare la mia vera vocazione.

e Emilie racconta proprio questa sensazione: “Questo schema mi ha provocato molta ansia, per due motivi. Il primo era che non ero sicura di come avrei potuto trasformare tutto questo in un lavoro. Pensavo che alla fine avrei dovuto scegliere una cosa, negare tutte le mie altre passioni, e rassegnarmi a essere annoiata. L’altra ragione per la quale mi ha causato tanta ansia era un po’ più personale. Ero preoccupata che potesse esserci qualcosa di sbagliato, e qualcosa di sbagliato in me, per non essere capace di dedicarmi a una cosa.”

Alchè passa a illustrare esempi di persone che nella vita svolgono attività diverse tra loro e apparentemente inconciliabili.
E individua questa problematica: “Ma la maggior parte dei bambini non sa di persone così.Tutto quello che sa è che dovrà scegliere. Ma c’è di più. L’idea della vita strettamente focalizzata è molto romanzata nella nostra cultura. È l’idea di destino o dell’unica vera vocazione. L’idea che tutti hanno un’unica grande cosa che sono destinati a fare nella vita su questa Terra, e bisogna capire quale sia quella cosa e dedicarvi la vita.”

Ecco il problema: i genitori, gli insegnanti, la società, nessuno vi incoraggerà a coltivare i vostri mille interessi, vi diranno di concentrarvi su una cosa sola, possibilmente quella più seria e più remunerativa. Ricordo ancora quando, alla fine della terza media, espressi il desiderio di fare il liceo artistico per poi fare Belle Arti, dato che ho sempre amato disegnare, e mi venne detto “Scegli un liceo serio, classico o scientifico, e la pittura tienitela come hobby.”

Zac! Tarpate istantaneamente le ali della creativa che era in me e subito instillata nella mia mente l’idea Arte e creatività = niente di serio.

Emilie parla alle persone come noi: “Ma se non siete fatti in questo modo? Se siete curiosi di tanti argomenti diversi, e volete fare cose diverse? Non c’è spazio per qualcuno come voi in questo quadro. Quindi potreste sentirvi soli. Potreste avere la sensazione di non avere uno scopo, o che ci sia qualcosa di sbagliato in voi. Non c’è niente di sbagliato in voi. Siete un “multipotenziale“.

Ecco arrivata la mia diagnosi: ciao, sono Francesca, ho 36 anni e sono un Multipotenziale.

Un multipotenziale è una persona con molti interessi e occupazioni creative”

E il bello è che non c’è cura. Non solo, forse non è nemmeno una malattia.

“È facile vedere la propria multipotenzialità come una limitazione o un difetto da superare. Ma quello che ho imparato parlando (…) è che ci sono grandi punti di forza nell’essere fatti così. Ecco i tre super poteri dei multipotenziali.

Uno: sintesi di idee. Cioè, combinare due o più campi e creare qualcosa di nuovo nell’intersezione. (…) L’innovazione nasce nelle intersezioni. È lì che vengono fuori nuove idee. E i multipotenziali, con tutti i loro bagagli, sono capaci di accedere a molti di questi punti di intersezione.

Il secondo potere dei multipotenziali è il rapido apprendimento

Il terzo potere dei multipotenziali è l’adattabilità; cioè, la capacità di trasformarsi in qualsiasi cosa bisogna essere in una data situazione.”

E mi sono ritrovata anche qui: io imparo in fretta, e mi puoi mettere al mare, in montagna, in campagna, sto bene ovunque perchè mi adatto rapidamente.
E da oggi so anche di avere dei superpoteri. Sto ancora lavorando sul primo ma siamo sulla buona strada.

Concludo con l’augurio di Emilie: seguite la vostra curiosità nella tana del bianconiglio!

 abbracciate il vostro modo di essere, qualunque esso sia. Se siete specialisti fino al midollo, allora con qualsiasi mezzo, specializzatevi. È lì che farete del vostro meglio. Ma i multipotenziali (…) a voi dico: abbracciate tutte le vostre passioni. Seguite la vostra curiosità in quelle tane di coniglioEsplorate le vostre intersezioni. Abbracciate i vostri fili interiori per una vita più felice e autentica. E forse, ancora più importante, multipotenziali, il mondo ha bisogno di noi.