Archive for ottobre 2011

h1

Costumi di Halloween home-made

27 ottobre 2011

Non sono una grande fan di Halloween: non fa parte delle mie tradizioni, non l’ho mai festeggiato, non ne conosco nemmeno l’origine, tutto ciò che so su questa festa mi viene dai film americani (pipistrelli, streghe, dolcetto o scherzetto).
Ma i bimbi a scuola fanno la festa di Halloween e io non posso certo mandarceli non mascherati!

La mia indole creativa e “riciclosa” mi impedisce di acquistare i costumi, per cui mi sono messa all’opera: ho tratto ispirazione da questa pagina e quest’altra pagina ed ecco il risultato.
Per la mia bimba di un anno e mezzo ho preso una mia vecchia gonna lunga estiva bianca,

l’ho tagliata a forma di vestitino e ci ho disegnato sopra occhi e bocca di fantastama.


Per il primogenito, 3 anni e mezzo, ho acquistato del pannolenci e l’ho cucito in modo da formare una struttura arrotondata che simulasse una zucca. Sopra vi ho applicato dei triangoli sempre di pannolenci per fare gli occhi e la bocca intagliata della zucca.

   

Ed eccoli qui i miei pupetti pronti per la festa:

 

Annunci
h1

Come faccio il pane con la pasta madre.

21 ottobre 2011

Su internet si trova materiale a profusione sul tema della pasta madre: decine di metodi per realizzarla, conservarla, utilizzarla. Io ho letto, estrapolato, mischiato, sperimentato, e alla fine ho tirato fuori il mio metodo.
Ho creato la mia pasta madre a gennaio e l’ho utilizzata fino all’estate, quando le alte temperature inibivano qualunque voglia di accendere il forno. Ora che fa di nuovo fresco e il pomeriggio è un piacere stare in cucina con le mani in pasta, anche con l’aiuto dei bambini, ho ripreso a utilizzarla.

Il pane che ho fatto ieri è venuto particolarmente buono e bello, quindi penso di essere arrivata al giusto metodo: e ve lo descrivo.
Ho fatto il primo rinfresco della pasta madre dopo pranzo, e l’ho lasciata riposare tutto il pomeriggio: dopo cena ho fatto il secondo rinfresco, quindi ha riposato tutta la notte. La mattina successiva ho fatto il terzo rinfresco: all’ora di pranzo ho fatto l’impasto per il pane utilizzando questi ingredienti:
– 250 g di pasta madre
– 600 g di farina, metà farina 0 e metà manitoba
– 20 g di olio
– 320 g acqua tiepida
– 1 cucchiaino di miele
– 2 cucchiaini di sale

Ho messo nella macchina del pane a impastare la pasta madre con l’acqua, quando questa si è ben sciolta ho aggiunto l’olio, il miele, infine la farina gradualmente; per ultimo il sale.
Quando la macchina del pane ha fatto il grosso del lavoro, ho tolto la palla e ho continuato a impastarla a mano, in modo da sentire se c’era troppa o poca farina.
Ho messo l’impasto a lievitare in una ciotola coperta da un canovaccio umido per tutto il pomeriggio.
Prima di cena ho sgonfiato l’impasto e l’ho arrotolato, lo stesso ho fatto dopo cena.
C’è una tecnica di lavorazione del pane che comporta la realizzazione di una serie di “pieghe” che servono a migliorare la maglia dell’impasto e a trattenere il gas che si forma dalla fermentazione. Arrotolando l’impasto ho ottenuto un risultato simile, perchè quando poi il pane ha cotto al suo interno c’erano dei bei buchi grandi.
Insomma, dopo cena ho fatto l’ultimo “rotolo” di pane, l’ho adagiato sulla teglia leggermente unta e ho fatto dei tagli sulla superficie: i tagli consentono all’impasto di crescere ancora durante la cottura senza rompersi.
Ho infornato il pane nel forno già caldo a 200° con un pentolino di acqua sul fondo, che bollendo crea vapore che mantiene umido il forno. L’ho lasciato cuocere circa 45 minuti in questo modo, poi ho tolto il pentolino e ho tolto il pane dalla teglia per poggiarlo sulla griglia a cuocere un altro quarto d’ora.
Terminata la cottura lo taglio a metà, perchè ho letto che bisogna lasciar uscire l’umidità da dentro altrimenti la mollica rimane molliccia.

Insomma: questo è stato il risultato.

h1

Il secondo passo

5 ottobre 2011

Oggi ho compiuto il secondo passo che ci avvicina sempre più alla realizzazione del nostro progetto: ho consegnato al comune il progetto della casa che intendiamo costruire per ottenere la concessione edilizia.

E’ stato un lavoro lungo che ho portato avanti con l’aiuto di un collega più esperto in questo campo.
Perchè rivolgerci a un professionista quando, appesa al muro e momentaneamente inutilizzata, ho una laurea in ingegneria?
Oltre al progetto tecnico, essendo un terreno agricolo ed essendo la struttura un fabbricato rurale a uso residenziale,  c’era bisogno anche della relazione di un agronomo che descrivesse l’attività agricola che intendiamo impiantare e che motivasse l’esigenza della costruzione di una abitazione sul terreno.

Ci abbiamo lavorato su parecchio e alla fine ci siamo riusciti: e oggi ho consegnato il tutto.
E ora non rimane che aspettare… per il prossimo passo!