Archive for gennaio 2016

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Una giornata sulla neve

31 gennaio 2016

Non siamo dei grandi appassionati di sport invernali, il marito è freddolosissimo e io ho appeso oramai da anni gli sci al chiodo.
L’ultima volta che ho visto la neve è stato 4 anni fa, una spruzzata in giardino appena sufficiente a farci fare un mini-pupazzo di neve.

Oggi però ho colto al volo l’invito di amici di andare sul Monte Terminillo: all’ultimo minuto ho recuperato in prestito due tute da neve per i bambini e ho acquistato dell’abbigliamento termico per tutti da indossare sotto.
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Siamo stati su una piccola collinetta dove abbiamo fatto numerose discese con lo slittino: uno spasso!
La cosa migliore, l’espressione dei bambini al loro primo incontro ravvicinato con un campo innevato. E anche la mia bambina interiore era molto contenta di ritrovare una ambientazione che da piccola era così familiare. Il panorama bianco, il freddo sul viso, lo scricchiolio sotto i piedi, l’aria fresca da respirare.

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Un Racconto

30 gennaio 2016

A proposito di multipotenzialità, dopo aver sperimentato la pittura, il cucito, il lavoro a maglia, all’uncinetto, il legno, il feltro… ho provato a prendere in più seria considerazione la scrittura: tra i progetti che voglio portare a termine a breve c’è la pubblicazione (tramite self publishing) di un paio di lavori che devo mettere a punto. Nel frattempo sono stata tentata da una amica a inviare qualcosa a un concorso letterario.”
Ho quindi deciso di inviare un racconto al concorso “Il Racconto nel Cassetto”.

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Ciò che avevo già scritto aveva una lunghezza eccessiva per poter partecipare a questo concorso, così ho buttato giù qualcosa di nuovo; tratto da una idea balenatami in mente un paio di anni fa, messo sulla carta solo ora.

Indipendentemente dall’esito di questo concorso, sono soddisfatta dall’aver portato a compimento questo mini-progetto. A breve condividerò anche qui il racconto, nel frattempo mi dirigo verso nuove avventure!

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Cruciverba per un bimbo

19 gennaio 2016

Cosa fare quando tuo figlio, 7 anni, ti chiede “Mamma, mi fai un cruciverba?”

Prendi un foglio a quadretti e ci provi.
Immagini le cose che lui preferisce, i suoi personaggi dei film preferiti, le frasi che ogni tanto gli dici, il bene che gli vuoi… e incastri tutto in un orizzontale e verticale (con un piccolo suggerimento su quale sia l’orizzontale e quale il verticale, che lui sa cose sul sistema solare che io ignoro ma ancora si confonde la destra con la sinistra).

Si è divertito un mondo, anche se dice che alcune erano troppo facili (“Il metallo di Wolverine? Mamma ma è adamantio!“)

e magari oggi facciamo il bis…

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La MultiPotenzialità

15 gennaio 2016

In quella affolatissima piazza che è Facebook, dove trovi di tutto e di più e a volte anche cose interessanti, mi sono imbattuta in un link che titolava: “Perchè alcuni di noi non hanno un’unica vera vocazione.”
Già solo il titolo mi ha incuriosito perchè mi è parso parlasse a me. Così ci ho cliccato sopra per approfondire l’argomento. Ho trovato questo intervento di Emile Wapnick, che non conoscevo fino a quel momento ma che ho scoperto essere una “carrer coach”, una persona che aiuta gli altri a comprendere chi sono realmente e a trovare la loro strada.

Racconta di aver notato uno schema nella sua vita secondo il quale “mi interessavo ad un argomento mi ci immergevo, lo divoravo, e diventavo brava qualsiasi cosa fosse, e a un certo punto cominciavo ad annoiarmi.” Dopo di chè  mi interessavo ad altro, qualcosa di completamente diverso, e mi ci immergevo, lo divoravo, e pensavo: “Sì! Ho trovato la mia vocazione”, e poi raggiungevo quel punto in cui cominciavo ad annoiarmi. E alla fine, lasciavo perdere. Ma poi scoprivo qualcosa di nuovo e completamente diverso, e mi ci buttavo.

Io da quando non lavoro ho incontrato numerose volte questa situazione: la prima cosa che ho provato a fare era scrivere un libro sulle energie rinnovabili, venendo da una laurea in ingegneria ambiente e territorio e un lavoro come progettista di impianti fotovoltaici. Poi mi sono lanciata nella grafica digitale scoprendo l’esistenza di tavoletta grafica e photoshop e credendo di aver finalmente trovato il mio posto nel mondo: la grafica digitale.
Poi sono passata ad attività più manuali come il lavoro sul legno, il lavoro a maglia e l’uncinetto, la macchina da cucire, la cucina e l’autoproduzione. Poi mi sono dedicata all’orto e al giardinaggio e poi ciclicamente di nuovo alla scrittura e di nuovo al lavoro a maglia e di nuovo al giardinaggio. E a lungo andare mi domandavo come mai non riuscissi a trovare la mia vera vocazione.

e Emilie racconta proprio questa sensazione: “Questo schema mi ha provocato molta ansia, per due motivi. Il primo era che non ero sicura di come avrei potuto trasformare tutto questo in un lavoro. Pensavo che alla fine avrei dovuto scegliere una cosa, negare tutte le mie altre passioni, e rassegnarmi a essere annoiata. L’altra ragione per la quale mi ha causato tanta ansia era un po’ più personale. Ero preoccupata che potesse esserci qualcosa di sbagliato, e qualcosa di sbagliato in me, per non essere capace di dedicarmi a una cosa.”

Alchè passa a illustrare esempi di persone che nella vita svolgono attività diverse tra loro e apparentemente inconciliabili.
E individua questa problematica: “Ma la maggior parte dei bambini non sa di persone così.Tutto quello che sa è che dovrà scegliere. Ma c’è di più. L’idea della vita strettamente focalizzata è molto romanzata nella nostra cultura. È l’idea di destino o dell’unica vera vocazione. L’idea che tutti hanno un’unica grande cosa che sono destinati a fare nella vita su questa Terra, e bisogna capire quale sia quella cosa e dedicarvi la vita.”

Ecco il problema: i genitori, gli insegnanti, la società, nessuno vi incoraggerà a coltivare i vostri mille interessi, vi diranno di concentrarvi su una cosa sola, possibilmente quella più seria e più remunerativa. Ricordo ancora quando, alla fine della terza media, espressi il desiderio di fare il liceo artistico per poi fare Belle Arti, dato che ho sempre amato disegnare, e mi venne detto “Scegli un liceo serio, classico o scientifico, e la pittura tienitela come hobby.”

Zac! Tarpate istantaneamente le ali della creativa che era in me e subito instillata nella mia mente l’idea Arte e creatività = niente di serio.

Emilie parla alle persone come noi: “Ma se non siete fatti in questo modo? Se siete curiosi di tanti argomenti diversi, e volete fare cose diverse? Non c’è spazio per qualcuno come voi in questo quadro. Quindi potreste sentirvi soli. Potreste avere la sensazione di non avere uno scopo, o che ci sia qualcosa di sbagliato in voi. Non c’è niente di sbagliato in voi. Siete un “multipotenziale“.

Ecco arrivata la mia diagnosi: ciao, sono Francesca, ho 36 anni e sono un Multipotenziale.

Un multipotenziale è una persona con molti interessi e occupazioni creative”

E il bello è che non c’è cura. Non solo, forse non è nemmeno una malattia.

“È facile vedere la propria multipotenzialità come una limitazione o un difetto da superare. Ma quello che ho imparato parlando (…) è che ci sono grandi punti di forza nell’essere fatti così. Ecco i tre super poteri dei multipotenziali.

Uno: sintesi di idee. Cioè, combinare due o più campi e creare qualcosa di nuovo nell’intersezione. (…) L’innovazione nasce nelle intersezioni. È lì che vengono fuori nuove idee. E i multipotenziali, con tutti i loro bagagli, sono capaci di accedere a molti di questi punti di intersezione.

Il secondo potere dei multipotenziali è il rapido apprendimento

Il terzo potere dei multipotenziali è l’adattabilità; cioè, la capacità di trasformarsi in qualsiasi cosa bisogna essere in una data situazione.”

E mi sono ritrovata anche qui: io imparo in fretta, e mi puoi mettere al mare, in montagna, in campagna, sto bene ovunque perchè mi adatto rapidamente.
E da oggi so anche di avere dei superpoteri. Sto ancora lavorando sul primo ma siamo sulla buona strada.

Concludo con l’augurio di Emilie: seguite la vostra curiosità nella tana del bianconiglio!

 abbracciate il vostro modo di essere, qualunque esso sia. Se siete specialisti fino al midollo, allora con qualsiasi mezzo, specializzatevi. È lì che farete del vostro meglio. Ma i multipotenziali (…) a voi dico: abbracciate tutte le vostre passioni. Seguite la vostra curiosità in quelle tane di coniglioEsplorate le vostre intersezioni. Abbracciate i vostri fili interiori per una vita più felice e autentica. E forse, ancora più importante, multipotenziali, il mondo ha bisogno di noi.

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7 anni di blog

13 gennaio 2016

Mi ricorda worpress che esattamente 7 anni fa ho aperto il mio blog.
Il che rende la giornata di oggi il compleanno di questo blog, quindi fffsssshh… spegnimento di candeline! Tagliamo la torta e soprattutto apriamo lo spumante (che festa è senza delle bollicine?)

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e nel mio primo post spiegavo come mai nasceva il mio mondo nuovo.

Inevitabili i pensieri del tipo “Cavolo, ne sono successe di cose in questi 7 anni…”

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un Angelo e un Demone

11 gennaio 2016

Sto leggendo “Manuale del guerriero della luce” di Paolo Coelho.
è tutto una sottolineatura.
Ad esempio questa frase:

In ciascuno di noi esistono un angelo e un demonio, e le loro voci sono molto simili

Vi è mai capitato di sentire una voce suadente, che vi consigliava di comportarvi in un certo modo, e voi l’avete seguita per poi accorgervi che in realtà non era la cosa giusta da fare?
O di sentirne una diabolica, che vi consiglia di compiere una follia, che la vostra parte razionale vi mette in guardia dal seguire, e poi magari invece era proprio ciò che avreste dovuto fare?
Ok, questa mi è uscita ingarbugliata… ma mi ha colpito la verità di questa frase: a volte attribuiamo un pensiero alla parte angelica di noi quando invece a parlare era quella diabolica e viceversa. Sviluppando la consapevolezza potremo imparare a distinguere queste due voci che sono così simili.

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il mio Piccolo Principe

3 gennaio 2016

Tra una  crisi e l’altra siamo andati al cinema: i bambini volevano vedere Alvin, io volevo vedere il piccolo principe. Alla fine il destino ha voluto che i posti per Alvin nel momento in cui è arrivato il mio turno alla cassa fossero esauriti (tranne due simpatici posti in prima fila) e così ho dirottato tutta la famiglia.

Un film ricco di emozione, mi ha parlato dritto al cuore.
Una storia sull’eterna lotta tra il mondo dei bambini e quello dei grandi e sulla lotta tra l’animo bambino e l’animo adulto nelle persone.
Ci sono persone che quando crescono diventano adulti precisi, responsabili e seri (“il problema non è crescere, il problema è dimenticare“), non riescono a mantenere vivo lo spirito infantile e creativo. E ci sono persone che crescendo non perdono il contatto con il gioco e, per citare un altro film che mi è piaciuto tantissimo (Inside Out), “l’isola della stupidera”.

diventerò un adulto

“Ok, io diventerò un adulto, ma non sarò mai un adulto come voi!”

Una storia sugli addi: dire addio a un amore perchè è la cosa giusta da fare, dire addio a un posto perchè è ora di cambiare, dire addio a una persona che ci lascia ma imparare a mantenerla viva nei ricordi (“ti svelo un segreto, non si vede che con il cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi.“)

La commozione è stata inevitabile, ecco com’ero ridotta al termine della proiezione del film:

piccolo principe