Archive for giugno 2009

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La prima volta del pupo in spiaggia

30 giugno 2009

Ieri abbiamo portato per la prima volta il pupo sulla spiaggia.
Abbiamo impiegato 3 ore a raggiungere il posto, mentre di solito ce ne vanno una – una e mezza; ma un po’ ce l’aspettavamo, che tutti i romani si mettessero in macchina per la festa di Santi Pietro e Paolo.

Comunque: mia cognata mi aveva detto di stare attenta in spiaggia, che il suo bimbo (età 10 mesi e mezzo) si era messo paura per via della sabbia, s’era messo a piangere… insomma, di non poggiare subito il pupo sulla sabbia.
Confesso di non averle dato retta, ed ecco com’è andata.

Tolto il pupo dal passeggino, l’ho cambiato, tolto il pannolino e messo il costumino: l’ho messo per terra.
Lui ha lanciato un gridolino e s’è messo a camminare su e giù sulla spiaggia, accucciandosi ogni tanto per raccogliere a grandi manate la sabbia. Una volta ha pure provato a mangiarla ma non deve essergli piaciuto perchè non l’ha fatto più.
Poi s’è incamminato verso l’acqua e ha fatto una cosa buffa: è entrato in acqua in retromarcia. Si è messo gattoni e ha  fatto retromarcia fino all’acqua: la stessa manovra che fa per scendere dal nostro letto.
Anche in acqua non ha fatto una piega, nemmeno quando arrivavano le onde. Ha anche bevuto ma non si è scomposto nemmeno lì.

Poi ha socializzato con un altro bimbo cacciandogli un dito nell’ombelico, cosa che fa spesso con me: mi solleva la maglietta e sorride nel vedere il mio ombelico, poi mi ci mette un dito dentro.

Insomma, un bellissimo pomeriggio alla scoperta della spiaggia.

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Questione di colori

28 giugno 2009

vignetta micheal jackson

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“fai da te”

26 giugno 2009

Oggi ero in macchina, e la spia della riserva ha iniziato a lampeggiare proprio quando i benzinai erano chiusi.
Solitamente non vado mai al faidate, anche se so che costa meno: ho paura di arrivare lì e impallarmi coi soldi da infilare e il bocchettone eccetera.

Ma oggi ho fatto una eccezione: cosa sarà mai!

Mi accosto al distributore, scendo dalla macchina, convinta di trovare l’apposita macchinetta ove infilare le banconote.
Non la vedo.
Perfetto.
Fortunatamente c’era il ragazzo tunisino-filippino al quale ho chiesto “Scusa, le banconote dove le devo mettere?”
E lui mi fa “Laggiù…”
Ma come laggiù, se la macchina ce l’ho qua…
E gli ho detto “Ho il bimbo in macchina, non vado fin laggiù”
E lui “Lascia lì macchina, laggiù soldi”.
E io “No no, ho il bimbo in macchina, non lo lascio da solo in macchina: facciamo così, vengo lì e me la fai tu”
Perchè lui giustamente era sotto i distributori “Servito“, dato che solitamente ai distributori “Fai da te” uno fà da se.

Morale della favola: tanto caruccio il tipo, mi ha fatto benzina lui.
E si è anche incantato a vedere il pupetto che dormiva in macchina.

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Un anno fa

20 giugno 2009

Ieri sera a cena da amici.
E io ogni tanto pensavo “Un anno fa…”

Un anno fa a quest’0ra correvamo in ospedale.
Un anno fa a quest’ora urlavo come una pazza.
Un anno fa a quest’ora spingevo spingevo.
Un anno fa a quest’ora tu uscivi e mi ti mettevano sulla pancia.

Un anno fa a quest’ora ti guardavo incantata, chiedendomi come fosse possibile… una cosa così bella.

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Streghe

16 giugno 2009

Ho letto STREGHE, di Lilli Gruber.
Mi è piaciuto molto: la giornalista intervista decine di donne per indagare la situazione delle donne in Italia.
Emerge un panorama molto vario, da una parte desolante – perchè in Italia le donne sono costrette a scegliere tra lavoro e famiglia, dall’altra incoraggiante, perchè si leggono ritratti di donne forti e tenaci.

Però ho riflettuto un po’.
Si dice che il problema sia il fatto che in Italia, mancando strutture come gli asili nido, la donna deve scegliere tra lavoro e famiglia.
Secondo me non è questo il punto: indipendentemente dalla presenza delle strutture, una donna che vuole lavorare, per forza di cose deve rinunciare ai  figli, o a farli o a crescerli. Essendo la giornata fatta di 24 ore, se una donna lavora 8 ore, e quindi sta fuori casa almeno 10 ore, immancabilmente non ha tempo da passare con i figli.

Il vero problema è che la donna che vuole lavorare, viene sempre messa in secondo  piano rispetto ai colleghi maschi: viene scartata se c’è un candidato maschio, le viene chiesto ai colloqui di lavoro se ha intenzione di sposarsi e di fare figli, non le viene dato lo stesso stipendio dei colleghi maschi, non le vengono assegnate cariche di prestigio.

Quello della famiglia alla fine è un falso problema: se entrambi i genitori lavorano a tempo pieno, va da se che i figli vengono cresciuti o dall’asilo nido o dai nonni. E non ditemi che non conta la quantità del tempo che si passa con i figli ma la qualità.

Un altro problema è che la donna è sempre stata – ed è tuttora – vittima di stereotipi.
Un tempo alla donna era richiesto che stesse in casa, badasse al focolare e ai figli e stesse al fianco del marito.
E se una donna invece voleva studiare o addirittura lavorare, veniva guardata male.

Oggi è il contrario: si presuppone che una donna sia realizzata se ha un lavoro. E una donna che rinuncia al lavoro per la famiglia è guardata male.
La stessa Gruber parla in questo tono: per lei le donne sono veri modelli quando raggiungono posizioni di prestigio. L’unica donna incontrata che rinuncia al lavoro per crescere suo figlio, lascia la giornalista con occhi e bocca spalancati e una espressione – me la immagino – di disgusto sul viso.

Una grande conquista sarà quando le donne saranno libere di scegliere, scegliere la carriera e avere tutti gli appoggi e le condizioni per farlo, o scegliere la famiglia e non essere guardata come una aliena.

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Tremate, tremate…

12 giugno 2009

E se la Pixar ha tremato di fronte al mio Flash Kiss, chissà come saranno terrorizzati dalla mia prossima concorrenza quando vedranno QUESTO.

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Flash kiss

10 giugno 2009



Flash kiss

Inserito originariamente da -Black Cat-

Ecco il mio primo esperimento di animazione con Flash.
E’ un gif molto semplice, ho appena iniziato a imparare a usarlo, da sola.