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I bambini, il terremoto ed io

2 novembre 2016

La terra trema e fa disastri a poche decine di chilometri da qui.

Noi viviamo la paura di riflesso, con le immagini che scorrono alla televisione a mostrarci cosa potrebbe accadere anche a noi se l’epicentro si avvicinasse un po’ di più.

I bambini non hanno sentito tutte le scosse fortunatamente: ad agosto, dormivano.
Il 26 ottobre erano in camera loro e non si sono accorti di nulla; la seconda scossa la abbiamo sentita tutta, con il pavimento che oscillava come fossimo su un peschereccio.

Del terremoto ne parliamo a casa, cercando di mostrarci tranquilli con i bambini. Abbiamo spiegato loro cos’è, cosa succede, cosa fare se sono a scuola e sentono una scossa. Sembrano tranquilli.

Noi dormiamo vestiti: loro ronfano beati.
Io ho preparato un borsone delle emergenze, loro non serve che lo sappiano.
A ogni rumore si sobbalza: a loro poi facciamo un sorriso.
Ovunque vado mi guardo intorno e cerco le uscite più vicine.

Essere genitori è anche questo: caricarci delle preoccupazioni cercando di lasciare leggere, ancora per un po’, le loro spalle.

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