h1

L’arte del mattoncino

3 marzo 2016

Siamo andati, marito bimbi ed io, a vedere la mostra di Nathan Sawaya a Roma, The art of the Brick, ovvero la mostra delle sculture realizzate con i lego.

artofthebrick

Devo dire che tra i quattro io e il primogenito eravamo i più entusiasti: lui correva da una parte all’altra dicendo “guarda questa! e guarda questa!!” mentre io mi soffermavo di più davanti ciascuna opera. Fosse stato per lui avremmo finito il giro in 3 minuti tanto era il suo entusiasmo.

La mostra mi è piaciuta un sacco, non solo per le opere stesse, davvero ben fatte e originali, ma anche per il concetto che l’intera esposizione esprime. L’artista era un affermato avvocato non soddisfatto della propria vita lavorativa, che ha lasciato per dedicarsi a ciò che lo faceva stare bene: giocare con i Lego!
Ha abbandonato una carriera universalmente riconosciuta come realizzata e di successo per mettere al primo posto la propria serenità. Ha trasformato il gioco in arte.

Ci sono le riproduzioni bidimensionali di quadri famosi, usando i mattoncini come mosaici, messi in verticale in modo che l’immagine sia ottenuta tramite l’alternanza dei colori della parte piatta e liscia.

20160301_175426

Ci sono le riproduzioni tridimensionali di quadri famosi, come l’Urlo di Munch, dove l’immagine ha una maggiore profondità.

Ci sono le riproduzioni di statue e monumenti, dove è quasi palpabile la pazienza e il lavoro dietro alla sistemazione di migliaia di mattoncini (per il Partenone ad esempio ne sono stati usati quasi 18 mila)

E poi ci sono le sculture ideate dall’artista, dove esprime sè stesso.
Grandi figure umane che si tolgono la faccia come una maschera, una persona con le braccia in alto che si trasformano in una scala sulla quale lui stesso sta salendo (” A volte quando stai cercando di fare un passo avanti, non c’è bisogno di guardare oltre te stesso: siamo tutti molto più capaci di quanto pensiamo“)

20160301_180155

C’è la persona trattenuta da mani: “Qualunque siano i tuoi desideri nascosti, ci saranno sempre delle mani pronte per riportarti indietro. La sfida della vita è nel ritrovare la forza di fuggire da quelle catene.”

20160301_175733

 

L’intera mostra è un inno alla creatività, alla individualità, al non conformarsi, all’esprimere sempre e comunque ciò che si ha dentro.

è un inno al nostro bambino interiore.

Un inno alla semplicità: così come in piccoli mattoncini di plastica, con i quali abbiamo giocato tutti da piccoli, possono nascondersi opere d’arte, allo stesso modo nelle più semplici cose della nostra vita quotidiana si possono nascondere meraviglie. Sta a noi vederle, scovarle, apprezzarle e tirarle fuori.

e per non dimenticarmelo, ho acquistato la tazza con il motto di Sawaya: L’arte non è un optional, è necessaria perchè rende felici le persone. è necessario farla, l’arte, se si vuole esprimere la propria creatività, ed è necessario visitarla, regalandoci momenti di svago.

12814356_10207462269127755_3663691859650236237_n

Annunci

3 commenti

  1. “nelle più semplici cose della nostra vita quotidiana si possono nascondere meraviglie. Sta a noi vederle, scovarle, apprezzarle e tirarle fuori.”
    Amen.

    p.s.: quella tazza, quella tazza! 🙂


  2. uau, credo sia la prima volta che qualcuno mi cita 😀


  3. Sarai citata sempre più spesso, sì! 😉



Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: