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Quando nasce una storia.

9 novembre 2012

Mi sono sempre chiesta come nasca un romanzo.

A me piace molto leggere, leggo da sempre, leggo parecchio. Mi rilassa, mi fa entrare in altri mondi, mi fa conoscere gente nuova. Quando il libro mi prende molto, mi dispiace quando arrivo all’ultima pagina, e per un po’ di tempo sento la mancanza dei protagonisti.

Ma l’attività di scrivere un libro mi è sempre sembrata titanica: come si fa a inventarsi una storia così lunga, così dettagliata, tutti quei personaggi, quei dialoghi. Quanto lavoro richiede? Mesi trascorsi a scrivere, rimuginare, correggere.

Poi un giorno, ho iniziato a fantasticare su una storia: la vedevo nella mia mente come se guardassi un film.
Prima una scena, poi la scena successiva.
E il giorno dopo ci pensavo ancora, e mi proiettavo il seguito di quella storia.
Poi ho provato a immaginare meglio l’ambientazione, a pensare a cosa sarebbe successo dopo: mi ci sono appassionata da sola.

alchè ho iniziato a scriverla.
Non immaginavo di essere costante nella scrittura, credevo che avrei scritto un paio di pagine e poi mi sarei stufata.
Invece ancora non è successo: le pagine sono diventate venti (certo, non è un romanzo, ma è così che si comincia no?) e ogni giorno ci lavoro per aggiungere, limare, aggiustare, modificare.

La cosa bella sono le idee che ti si affacciano alla mente all’improvviso: quando un tuo personaggio si trova in un punto che non sai come sbrogliare, quando meno te l’aspetti si affaccia un’idea che non vedi l’ora di andare a scrivere. E anche se sei già in pigiama a letto, ti viene voglia di andare a riaccendere il pc per non perdere l’attimo fuggente.

Insomma, sono presa da questo … come vogliamo chiamarlo, gioco?
Vedremo come evolverà…

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2 commenti

  1. È successo anche a me…. Un’idea ti frulla per la testa, non riesci a scacciarla e ritorna in continuazione, poi personaggi e situazioni si susseguono senza soluzione di continuità e alla fine si sente il bisogno di “scaricare” tutto questo scrivendolo.
    Ho scritto alcuni racconti, un po’ nati da idee casuali, altri come conseguenza di sogni notturni, che seguitano a rigirare in mente lasciando immagini e impressioni piuttosto vivide. Rileggendoli a distanza di tempo, nonostante ne abbia un buon ricordo, sembra quasi di leggere qualcosa scritto da un altro…. Mentre lo scrivi non ti rendi conto di quanto ci sei “immerso” dentro, ma a volte ti accorgi che i personaggi si muovono nella tua mente come se vivessero di “vita propria”, e dopo molto tempo ti chiedi come sia stato possibile immaginare tanti particolari, situazioni, emozioni e sentimenti….
    I miei sono semplici racconti di fantascienza, o fantasy, purtroppo dei generi che non piacciono a molti…..
    Buon proseguimento.
    Ermete


  2. Ciao Ermete. La storia di cui parla questo post giace incompiuta sul mio computer: l’ho scritta quasi tutta, anche il capitolo finale e anche alcune illustrazioni. Poi altri impegni o pensieri hanno preso il posto di quell’incombenza che sentivo.
    So però che lei è li e aspetta di essere ultimata e di essere fatta leggere.



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