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Parto, rooming-in e allattamento al seno.

18 febbraio 2012

Ho avuto la fortuna di partorire i miei figli in un ospedale in cui fanno il rooming-in: consiste nel lasciare il neonato in camera con la mamma da subito e 24 ore su 24.
C’è il nido a disposizione delle mamme, dove i bambini vengono visitati, pesati e dove si può lasciare il bambino se se ne ha bisogno, ma la regola è che bambino e mamma stanno sempre insieme.

Inoltre in questa struttura si favorisce in tutti i modi l‘allattamento al seno: stando sempre insieme al bambino la mamma ha la possibilità di attaccare al seno il bambino ogni volta ce ne sia bisogno.
Il bambino viene dato alla mamma appena uscito dalla sua pancia e viene subito fatto avvicinare al seno.
Le ostetriche poi seguono la mamma per aiutarla ad attaccare il bambino nel modo migliore e far si che l’allattamento cominci nel migliore dei modi.
Il nido nell’ospedale è nello stesso corridoio dove ci sono le stanze delle neomamme, così una mamma può alzarsi dal letto e con pochi passi raggiungere il luogo dove sta il suo bambino e osservarlo attraverso l’ampia vetrata.

Il primogenito nacque con parto spontaneo (se volete il racconto del pretravaglio, il travaglio e la fase finale): appena nato è stato dato in braccio al papà che aveva assistito al parto, poi a me sono stati dati un paio di punti a causa dell’episitomia, poi il bimbo è stato messo nel letto con me che ancora eravamo nella sala parto e l’ostetrica mi disse “Può attaccarlo se vuole”.
Ricordo che lui aveva gli occhietti già aperti e diceva “gnè gnè” e girava la testa come osservandosi intorno, poi capitò davanti al mio capezzolo, si fermò, aprì la bocca e ZAC, lo prese in bocca come se avesse sempre saputo cosa ci doveva fare.
Fu meraviglioso.

(il primogenito a circa un quarto d’ora di età) 

La secondogenita è nata invece con un parto cesareo d’urgenza: a 7 mesi e mezzo ha pensato bene di premere il pulsante EJECT e così è nata. Essendo prematura e di soli 2 chili è stata subito messa in incubatrice, dove è rimasta una settimana.
In quel caso l’attaccamento al seno è avvenuto 3 giorni dopo, prima perchè non riuscivo ad alzarmi dal letto io, dopo perchè lei non poteva essere tirata fuori dall’incubatrice.
Ma l’allattamento era lo stesso il primo pensiero delle ostetriche: a maggior ragione dato che era prematura, mia figlia aveva bisogno del mio latte, così mi è stato fornito un tiralatte e consigliato di usarlo ogni 3 ore per simulare la ciucciata della bimba e favorire la montata lattea.
E così feci: dopo 4 giorni dal parto, a dispetto di chi dice che dopo un cesareo il latte fa fatica a venire, ebbi la montata lattea e iniziai a riempire biberoncini che portavo al nido e che le ostetriche davano alla bimba al posto del latte artificiale. Dopo un altro paio di giorni l’aggiunta non era più necessaria e le ostetriche mi riempivano di complimenti ogni volta che portavo loro biberoncini sempre più pieni. Dopo altri due giorni la bambina si attaccava al mio seno perchè era finalmente stata tirata fuori dall’incubatrice e dicemmo addio anche al tiralatte.

(la secondogenita la prima volta che potei prenderla in braccio, a 4 giorni di età) 

La secondogenita rimase in ospedale 12 giorni perchè bisognava tenerla sotto controllo almeno fino al compimento della 36^ settimana gestazionale. Molti ospedali mandano a casa la mamma e tengono il bambino al nido, ma la filosofia dell’ospedale dove ho partorito io era “Finchè non va via il bambino, non va via neanche la mamma“. E questo sempre per l’importanza che per loro riveste l’allattamento al seno: come fa infatti una mamma ad allattare al seno suo figlio stando a casa sua e andandolo a “trovare” un paio di volte al giorno?

Morale della favola: se siete in dolce attesa e dovete scegliere la struttura dove partorirete, secondo la mia personale esperienza mi sento di consigliarvi un ospedale in cui facciano il rooming-in e dove diano priorità all’allattamento al seno.

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8 commenti

  1. La mia esperienza è stata per metà positiva per metà no.
    Ero in un ospedale dove Alessandro stava con me dalle nove e mezza alle 22 circa… di notte stava al nido che era nel reparto pediatrico al piano superiore.
    Quando è nato è arrivato lui in camera prima di me… quando mi hanno chiesto se lo volevo attaccare ho detto di no io…perchè stavo male per il cesareo, tremavo, avevo male non ero lucida e non riuscivo a girarmi di fianco. Poi a mio sfavore avevo un seno che era rimasto tale e quale piccolo e poco gestibile.
    Ale ha dormito tra l’altro quasi sempre…quando lo attaccavo…faticava e si disinteressava…dormiva…! Non si attaccava bene! Avevo messo anche i paracapezzoli, provati due tipi diversi! Insomma è stato tutto molto frustrante, mi tiravo anche il latte… a casa l’ho tirato per un mese e ne è sempre uscito poco niente. L’infermiera che mi ha tolto il punti del cesareo mi ha tranquillizzata dicendomi che la montata a lei era arrivata dopo una settimana ma cosi non è stato.
    Le infermiere dell’ospedale…..quelle del nido…qualcuna mi è ha aiutata molto,qualcuna ha avuto dei modi poco piacevoli…
    Credo di essere stata sfortunata, ma ci ho provato…sopratutto perchè ALessandro era in camera con me e quando non dormiva potevo gestirlo meglio! Poi per scontro c’erano le troppe visite quelle si…


  2. e’ incredibile come, a quindici minuti dal parto, eri bella e fresca e perfetta, come sempre 😀


  3. Bietolina, anche io i primi due giorni dopo il cesareo ero impossibilitata anche a usare il tiralatte, ma già il terzo le ostetriche mi hanno detto “Non potendoti dare la bimba da allattare che non possiamo tirarla fuori dall’incubatrice, inizia a usare il tiralatte ogni 3 ore, giorno e notte, che la bimba ha bisogno del tuo latte”.
    Marica, ma quale bella fresca ero sfatta!! 😀


  4. anche io avevo iniziato all’ospedale appunto perchè ale dormiva e mangiava poco, per evitare il latte in polvere, ma non ha funzionato, avrò le tette difettose


  5. Macchè tette difettose 🙂
    Io sono stata fortunata, i piccoli hanno fatto un po’ fatica all’inizio ma poi hanno capito il procedimento.


  6. A me sembra incredibile che ci siano degli ospedali dove si faccia il contrario.. non riesco a crederci! siamo mammiferi! dobbiamo stare insieme al nostro bimbo apena nato.


  7. Ciao Darcy, hai perfettamente ragione!! Il bimbo ha bisogno della mamma, sempre e da subito. E viceversa.


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