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Pasta madre

20 gennaio 2011

La strada verso l’autoproduzione passa anche attraverso la produzione di pane in casa.
E quale modo migliore di farlo se non con un lievito naturale, la pasta madre?

Ne ho sempre sentito parlare ma scuotevo la testa pensando “è troppo complicato”: effettivamente è più laborioso che usare il lievito in busta ma da molte più soddisfazioni e – dicono – prodotti molto più buoni.

Per ora sono alla primissima fase: la mia pasta madre ha una settimana e mezza e ancora non è pronta per essere utilizzata, ma conto quanto prima di fare dei mini-esperimenti. All’inizio la pasta madre infatti non ha la forza di far lievitare il pane ma si può provare a usarla per fare crackers o grissini.

In giro per internet si trovano decine di ricette sulla pasta madre: ho fatto una ricerca e ho individuato i punti comuni e i consigli ricorrenti e alla fine ho fatto in questo modo.
Ho preso  100 grammi di farina integrale e 100 grammi di acqua, li ho impastati insieme a mezzo cucchiaino d’olio e mezzo di miele e ho ottenuto un panetto. L’ho messo a riposare 48 ore in un luogo caldo, in una piccola teglia di vetro leggermente unta d’olio e coperta da pellicola trasparente bucherellata in modo da riparare l’impasto ma farlo respirare. Le prime 24 ore non è successo niente, e già pensavo di dover buttare tutto, ma poi l’impasto di è gonfiato con mio grande stupore: e aveva anche un buonissimo odore, di pasta lievitata. All’interno era tutta spugnosa, indice della presenza degli alveoli di fermentazione.
Passate le prime 48 ore ho preso metà impasto, l’ho pesato (100 gr)  e l’ho impastato con altrettanta farina e acqua: quindi l’ho di nuovo messo a riposare. Ho fatto questo procedimento, che si chiama “rinfresco” della pasta madre, altre 3 volte, sempre ogni due giorni.

La farina integrale l’ho fatta da me con il nostro mulino elettrico: ci si mette dentro il grano et voilà, in 5 minuti hai la tua bella farina integrale. Una passata ne l setaccio per togliere i pezzi più grossolani e la farina è pronta.

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5 commenti

  1. bravissima!

    questa cosa poi miha fatto ricordare che mia nonna faceva l’aceto con … la madre dell’aceto… come cavolo si chiama?

    ecco, ti aspetta 🙂


  2. Mi ispira di più l’aceto di mele: oltre a essere più buono si ottiene semplicemente da… la fermentazione delle mele! 😉


  3. Che bravaaaa!! La pasta madre è una cosa che mi ha semrpe ispirato ma bisogna anche fare il pane con costanza, cosa che la momento io non ho 😦
    Se non sbaglio poi per beneficiare delle proprietà del lievito naturale che “ricolonizza” le pagnotte, occorre fare forme di pane almeno da 1 chilo in modo che alcuni lieviti al centro sopravvivano alla cottura e nel giro di una giornata ricolonizzino la pagnotta.


  4. Ciao! Per prima cosa , ti faccio i complimenti per come disegni…. sei fantastica! Quanto mi piacerebbe saper, almeno un pochino, disegnare!! Poi visto la nuova vita che state pensando di fare ti rimando a questo post: http://esterdaphne.blogspot.com/2010/12/pane-senza-fatica.html
    serve il lievito fresco, ma può essere un’alternativa.
    A me la pizza viene, a dire di tutti, ottima e dal momento che come te la ADORO, così è come la faccio io. Sulla spianatoia la ‘fontana’ con:
    – 250 gr. di farina (a persona)
    – 10 gr. di lievito a persona sciolto in un bicchiere d’acqua
    – un giro d’olio
    – sale q.b.
    – pepe un pizzico
    – la punta di un cucchiaino di zucchero
    La ‘formula’ ottenuta per 4 pizze al piatto è:
    1 kg. di farina
    40 gr. di lievito in 200 gr. circa d’acqua
    olio,sale, pepe e zucchero
    Alla fine per ogni pizza l’impasto è di circa 280-300 gr. che metto negli stampi a lievitare fino al momento di cuocere.
    Anche li ho il mio metodo. Con le pizze dentro, accendo il forno, aspetto che si sia formata una crosticina per fermare la lievitazione poi condisco e finisco di cuocere. Preferisco così, anche se è un po più lungo, perchè a noi non piace che sotto la farcitura rimanga quel molliccio sgradevole….
    Scusa per il commento lunghissimo!!
    Un saluto ai piccoli!
    Betta


  5. Ciao Manuela: beh io sono mamma a tempo pieno quindi sono nella condizione ideal per occuparmi della pasta madre.
    Ciao Betta e benvenuta, grazie per le dritte!
    La mia pm è ancora giovane per farci la pizza, per quella mi sto ancora esercitando con il lievito secco.
    Buona idea quella di farla un pochetto cuocere prima di condirla: la pizza con le patate ad esempio impiega un’eternità a cuocere bene, come se lo strato di patate rallentasse molto la cottura della pasta sottostante.



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