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L’incomprensibile linguaggio segreto dei neonati

11 giugno 2010

I primissimi giorni la pupa mangiava, dormiva e basta: non piangeva praticamente mai, non ci si accorgeva quasi di averla in casa.

Da qualche giorno invece è cambiata: oltre allo stare più spesso sveglia piange anche più di prima. Ha sviluppato la voce che prima era talmente flebile da essere a malapena udibile, e la usa per esprimere tutto il suo disappunto quando qualcosa non le garba.
E’ quasi una settimana che abbiamo dei problemini durante la notte, leggi: passiamo la notte in bianco causa pianti della pupottola.
Di fronte al pianto della creatura il primo nostro istinto è di prenderla in braccio e cullarla e coccolarla finchè non si calma, per poi provare a riporla nella culla. Niente di più difficile: nemmeno avesse dei sensori si accorge di quando ci chiniamo per poggiarla e inizia a strillare.

Dato che con il primogenito abbiamo commesso lo stesso errore, e abbiamo fatto grandi passeggiate notturne, per non ripetere lo stesso errore mi sono messa a studiare questo libro, Il linguaggio segreto dei neonati, di Tracy Hogg: spiega come interpretare correttamente il pianto del bambino in modo da soddisfare il suo bisogno senza zittirlo conn la tetta o viziarlo prendendolo in braccio.
Ma tra la teoria e la pratica c’è parecchia differenza: sto provando a seguire i consigli e a osservare i movimenti che la bimba fa quando piange ma non è così facile. A volte funziona: ho scoperto che quando piange se non si accorre subito a prenderla in braccio a volte si calma da sola. La Hogg dice che non accorrendo subito al primo pianto si aiuta il neonato a sviluppare la sua capacità di auto-consolarsi.
Però succede anche che di giorno lei dorme e mangia e passiamo una giornata da manuale senza un lamento e poi la notte mi ritrovo con Mss Hide che urla e strepita e sembra improvvisamente viziata.  O saranno i doloretti al pancino?

L’interpretazione del linguaggio segreto dei neonati per ora sembra più complicata di un sudoku.

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11 commenti

  1. non potebbe essere anche che per lei giorno o notte non fa differenza, ma per te sì? che se di giorno ogni 3 ore si sveglia per te è normale e fai quello che devi fare senza aspettare che pianga, mentre di notte invece se non ti sveglia lei dormiresti ancora?


  2. Quando la notte si sveglia ogni 3 ore per mangiare va benissimo!
    Il problema è quando non si chiude occhio per tutta la notte perchè piange… 😦


  3. Come consigliarti non lo sò…ogni bambino è un’universo a sè. Sicuramente saranno delle colichette…e credo sia il motivo più frequente dei pianterelli dei neonati. Mi ricordo di avere letto o sentito che al momento della nascita l’apparato digerente non ha ancora finito il suo sviluppo e quindi nei primi mesi di vita dei neonati termina questa sua formazione…con conseguenti colichette e rigurgitini….Cmq tu sola conoscendola potrai capire mano a mano il perchè di tante crisi notturne, purtroppo credo sia l’unica strada da percorrere…santa pazienza!!! un bacione grande


  4. E’ difficcile sì!! Leonardo quando piange quasi sempre è sonno e da solo fa fatica ad addormentarsi sopratutto di giorno, ma di notte a volte sì che lo fa, quando lo vedevo tranquillo dopo le poppate notturne lo lasco nel lettino e magari gli parlo, lui ride e poi piano piano si addormenta (a volte non sempre).
    Un bacione ai gattini!


  5. Uh che libro… l’ho letto e spulciato pure io durnte l’ultimo periodo della gravidanza, e ho provato ad applicare i consigli.
    Cercare di capirli non è semplice… credo che ogni neonato abbia il suo modo di esprimersi e ci sia un periodo, passate le prime settimane, in cui ira fuori tutto il suo potenziale.
    Noi per esempio abbiamo imparato a “lsciarla piangere” un pochino per tentare di capire che cosa vuole dirci e tante volte ci siamo accorti che la sua irrequietezza nel non riuscire a riprendere sonno dopo le poppate notturne era un eccesso di aria nel pancino, magari non aveva fatto abbastanza ruttino e quindi occorreva ritirarla su, aspettare qualche minuto il ruttazzo e poi pof! crollava beata. Inoltre tante volte nel rimetterla giù il riflesso di Moro ci fregava e dovevamo fare tutto al rallentatore per non svegliarla,ma passate le prime 8-10 settimane è passato e ora possiamo smanazzarla a piacimento.
    Se invece la tua bimba ha scambiato il giorno per la notte, che potrebbe anche essere, mi sa che ti dovrai armare di santa pazienza.


  6. Mammavirgola: infatti se non sono proprio colichette senz’altro è fastidio al pancino, dato che con un po’ di sane puzzette tutto passa 🙂
    Darcy: e braco Leonardo, si vede che i Leonardo sono proprio dei bravi bambini 😉
    Manuela: no no, non ha scambiato il giorno per la notte. Di giorno si sveglia ogni 3 ore, mentre le ultime notti ha dormito anche 5 o 6 ore consecutive, fortunatamente. Anche lei se non sa si poggia iperdelicatamente nella culla spalanca le braccia terrrorizzata e riprende a piangere… E anche lei ha bisogno di espellere per bene tutta l’aria, che sennò le da un sacco di fastidio.


  7. L’ho letto anche io… e i primi tempi lo spulciavo febbrilmente, soprattutto nella parte in cui descriveva i diversi tipi di pianto, per cercare di interpretare quelli del Folletto… epperò tutta questa differenza, all’epoca, non la sentivo. Ora invece ho imparato a saper leggere le sue lacrime, ma non credo che sia merito della Hogg, tutto sommato…semplicemente, ho imparato a conoscere l’esserino che ho tra le braccia.
    (Comunque, il libro non è male, e alcuni consigli possono tornare molto utili…)


  8. alcuni manuali sono degli utili alleati. Il resto, sono convintissima, lo fa l’istinto.
    …certo che se al compimento di mese-insonne te vie’ quello omicida di istinto… 😉
    A parte gli scherzi la prima cosa che viene in mente è un problema di colichette. E se provi a tenere con te un pupazzetto di quelli per i poppanti (testolina+corpo di stoffa) e glielo metti nella culla di notte? Anche se provi a lasciarla per un pochino nella culletta e la dondoli senza prenderla su ogni volta? Mamma mia deve essere difficile, porellini.


  9. Sofficina: anche io lo andavo a consultare e ho visto che un paio di smorfie coincidono, ma con la pratica si capisce meglio il suono del pianto, più flebile è stanca, se strilla contorcendosi è mal di pancia… eccetera.
    Michela: è vero l’istinto è la prima cosa.

    Comunque ora sta andando meglio: so che quando deve fare cacca o aria per lei è un trauma e piange in quel modo, c’è da aspettare che espella il tutto.
    E di notte alle volte piange spesso alle volte mi dorme anche 5 ore filate.
    Piano piano… 🙂


  10. la mia piccola per ora ha poche modalità standar:
    pianto 1: ho fame
    pianto 2: mi son rotta di star qui
    pianto tre: ho la cacca fino alle ascelle
    pianto 4: è ora del bagnetto e della pappa che ho sonno.

    a queste associa tutta una serie di altre modalità incomprensibili 🙂


  11. libro FANTASTICO!!!è stata la mia bibbia fin da quando Emma è arrivata in casa:)Leggetelo, leggetelo, leggetelo!!!



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