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Sul perchè ho smesso di lavorare

26 gennaio 2009

Era marzo dell’anno scorso quando decisi di lasciare il lavoro.
A causa della mia gravidanza il mio capo fece una serie di giochi di prestigio che non sto qui a raccontarvi, facendo scomparire nel nulla il mio contratto a tempo determinato di 4 anni per sostituirlo con un contratto a progetto.
Mi propose un ulteriore contratto a progetto che scadeva (guarda caso) il giorno della data prevista del parto.
Rifiutai.
Aspettavo un bambino.
Mia madre stava morendo.

Decisi di prendermi una pausa, non aveva senso rimanere a lavorare per una persona del genere quando c’era mia madre che aveva bisogno di me, e un bambino in arrivo che avrebbe avuto bisogno di me anche lui.

E così mi ritrovai… disoccupata.

Non ebbi nemmeno il tempo di essere disorientata da questa mia nuova condizione, perchè quasi ogni giorno andavo da mia mamma, o a casa sua o all’ospedale, dipende.
Dopo tre settimane le sue sofferenze cessarono.
Era il 25 marzo.

Aprile, maggio e giugno li passai cercando di rilassarmi: avevo bisogno di riprendermi dal bruttissimo mese che avevo trascorso, e di pensare un po’ solo a me stessa e al mio pancione.
Non era certo il momento migliore per cercarmi un nuovo lavoro: chi avrebbe mai assunto una donna al 7° mese di gravidanza?

Ma non rimasi con le mani in mano. La condizione di “casalinga” non faceva per me, così mi iniziarono a venire delle idee.
Buttai giù l’indice di un libro e iniziai a mettere insieme il materiale.
E poi iniziai a imparare a usare un programma di grafica 3D, per ampliare le mie conoscenze e dare una mano a un amico e al lavoro che lui doveva fare.

E a fine giugno ho partorito…
ma questa è un’altra storia.

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2 commenti

  1. Questi maghezzi sono indecenti e scandalosi.
    Certe persone hanno una maniera di ragionare a dir poco medievale. Anche qui sono successi casi da far drizzare i capelli in testa.
    Ma complimenti a te che nonostante le difficoltà ti ingegni e non stai con le mani in mano


  2. Ti ringrazio.
    Ancora mi innervosisco per essere stata vittima degli eventi, ma sono alla fine contenta di potermi godere il pupo. 🙂



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