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La seconda

14 gennaio 2009

Passiamo al secondo cambiamento: il lavoro.
Sono ingegnere, e fino all’inizio dell’anno scorso ho lavorato. Non pensavo di mollare il lavoro per fare la mamma a tempo pieno, ovvero la casalinga… Ma è quello che mi sono ritrovata a fare.

Un po’ per scelta, un po’ per la situazione in cui mi sono trovata.
Se il vostro capo cambiasse atteggiamento nei vostri confronti dal momento in cui gli comunicate la vostra gravidanza?
Se il vostro contratto da “a tempo determinato per 4 anni” venisse magicamente convertito in “a progetto per 2 mesi”, coincidenza… con scadenza il giorno presunto del parto?
Se il vostro capo vi facesse questo scherzo nel momento in cui siete  più vulnerabile?
Adducendo come scusa il fatto che in quel periodo ero troppo distratta, dalla gravidanza e dalla malattia di  mia madre (che sarebbe tra l’altro mancata dopo un mese)?

Insomma: voi rimarreste a lavorare lì?

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7 commenti

  1. No…hai fatto benissimo. Una scelta di grande coraggio e dignità. Certa gente si dovrebbe davvero vergognare


  2. Si, si dovrebbe vergognare… eppure penso che lui viva tranquillamente il pace con se stesso!
    Se penso alla faccia con cui mi tranquillizzava, assicurandomi che ovviamente mi avrebbe fatto il contratto!
    E se penso alle riunioni spirituali alle quali andava la domenica…
    Bleah.


  3. …e se penso che il mondo del lavoro è pieno di gentaglia così… doppio bleah.
    Io sono da un certo punto di vista fortunata, perché lavoro nel pubblico (domani ho il concorso che dovrebbe trasformare il mio co.co.co in un tempo indeterminato), ma anche qui, le possibilità di carriera in quanto donna in periodo fertile sono molto ridotte. Per non parlare dei dirigenti che pensano che una faccia figli solo per stare a casa… Triplo bleah..


  4. e dopo il triplo bleah, un quadruplo in bocca al lupo per domani!
    Io ho lavorato in una società dove il capo chiese a una mia collega che si stava per sposare “Deciditi, vuoi fare la mamma o l’ingegnere?”
    Ovviamente la risposta “entrambe le cose” non era da lui contemplata…


  5. L’unica risposta che si può meritare un simile idiota è “pensa se questa domanda l’avessero fatta a tua madre…”!
    Crepi il lupo!


  6. aaah bello. AAAAHH SISSI’.
    Tra poco ti raggiungo…dammi il tempo di arrivare a Giugno. L’unica cosa che per fortuna “avevo” è il contratto a tempo indeterminato, che ti tutela fino all’anno del/della figlio/a…poi, sotto i 15 dipendenti, mandara a casa è uno scherzo!


  7. Dove lavoravo eravamo… due dipendenti.
    Mi ero rivolta alla CGIL, e mi avevano detto che c’erano tutti i presupposti per fargli una bella vertenza e vincerla.
    Ma ho lasciato perdere: tra la gravidanza e la morte di mamma non avevo la capoccia per proseguire.



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