O meglio, come saremmo stati?
Mi è stato segnalato questo divertente sito http://www.yearbookyourself.com/ e non ho potuto fare a meno di provare a vedere come sarei stata negli anni passati.
Ecco il risultato:
1964:
1972:
1986:

O meglio, come saremmo stati?
Mi è stato segnalato questo divertente sito http://www.yearbookyourself.com/ e non ho potuto fare a meno di provare a vedere come sarei stata negli anni passati.
Ecco il risultato:
1964:
1972:
1986:

Sono giorni oramai che il blog su Altervista ha dato forfait: nell’attesa di capire qual’è il problema, questo blog diventerà anche quello di grafica.
Nel mio delirio di onnipresenza poi ne ho aperto pure uno su Shockdom…
Per non contare lo spazio per Il mio mondo nuovo su Facebook e su Flickr!
Ditemi, mi sono dimenticata di inserire Il mio mondo nuovo in qualche spazio virtuale?
Dunque: riguardo la mia attività grafica c’è stata questa novità, l’inizio dell’era delle vignette.
Dopo essermi innamorata di Flash e aver fatto un po’ di animazioncine, m’è preso il prurito alle mani e se non disegno qualcosa ogni giorno mi viene l’orticaria.
Sarà stata colpa della settimana trascorsa al mare col bimbo, dove ho avuto spunti interessanti per vignette su di lui, che ho realizzato su carta e ora sto ripassando con la tavoletta grafica.
Altra novità: sto realizzando dei disegni per una simpatica ragazza che ha questo sito, Mammafelice.
Trattasi di scene raffiguranti temi quali “Andiamo al mare”, “Andiamo dal dottore” e “Facciamo la fila”.
Per ora ho realizzato il primo tema e al più preso metterò le immagini sul mio sito.


Buongiorno a tutti amici!
Il gatto è tornato alla tana, un po’ più abbronzato di prima.
Gatto e gattino si sono fatti una settimanella di mare, sole e relax e il maritino ha fatto un po’ il pendolare.
Il cucciolo in spiaggia si è divertito un bel po’: io e il nonno gli costruivamo castelli di sabbia che lui con un gridolno distruggeva in un nano-secondo. Poi lunghi bagnetti anche quando l’acqua era fredda, lui con la pelle d’oca se ne stava a mollo beato. Poi giochi con gli altri bimbi, con la palla, con palette e secchielli: l’ho visto per la prima volta alle prese con altri bambini e ci giocava tranquillo, non introverso come ci si aspetterebbe da un bimbo che sta tutto il giorno a casa con la mamma.
E ovviamente c’è stata la sagra della gente che parla a vanvera:
- signora, attenta al sole!
- il sole? Cavolo… e io che ho portato il bimbo in spiaggia perchè prendesse un po’ d’ombra…
- signora, attenta che se il bimbo cade dal lettino si fa male.
- ma va là? pensavo di lasciarlo lì da solo e andarmene a fare un giro…
- signora, cosa sta mangiando il bambino?
- un biscottino plasmon.
- può già mangiarlo? ma ci riesce??
- ovviamente no, mi diverto io a vederlo che si strozza.
(per la cronaca, il bimbo mangia da sempre biscottini fatti apposta per i bimbi…)
- che bel bambino, come si chiama?
- Leonardo.
- OOOHHH, che nome IMPEGNATIVO…
- ……………? pensa se lo chiamavo Vercingetorige.
(Sofficina, questo era per te: qualunque nome sceglierai ci sarà sempre qualcuno che avrà da ridire!”