… fare yoga col naso tappato?
Gli esercizi di respirazione sono terribilmente difficili, e in determinate posizioni il naso tende a tapparsi ulteriormente.
A un certo punto mi sono dovuta rialzare dicendo all’insegnante “Scusa ba dod respiro… “

… fare yoga col naso tappato?
Gli esercizi di respirazione sono terribilmente difficili, e in determinate posizioni il naso tende a tapparsi ulteriormente.
A un certo punto mi sono dovuta rialzare dicendo all’insegnante “Scusa ba dod respiro… “

Mi faccio un regalo: mi iscrivo a un corso di yoga per donne in gravidanza.
La disciplina dello yoga mi ha sempre ispirato, anche perchè sono una persona che tende a essere nervosa, a somatizzare il nervosismo e a irrigidirsi se prova dolore.
Quindi in vista del secondo parto ho deciso di imparare ad avere un maggiore controllo sul mio corpo, a fare mirati esercizi di respirazione e a rilassarmi.
Ho trovato un posticino relativamente vicino a casa e questa mattina ho avuto un incontro con la signora che tiene i corsi: mi è piaciuto il posto, mi è piaciuto anche l’esterno – si trova nel centro storico di un paesino – mi è piaciuta la lezione e mi è piaciuta la signora.
Quindi… da lunedì comincio!
E Namastè a tutti.


Dato che sembra che avremo una bimba, ho inziato a pensare a quello che ci aspetta, almeno per i primi anni:

Ebbene si, il rosa non è tra i miei colori preferiti, detesto Hello Kitty, perchè sta dappertutto, e aborro le Winx!!!
AIUTO!

Certo che noi donne incine non siamo mai contente!
Solo un paio di settimane fa mi guardavo all0 specchio, di fronte, di profilo, da una parte, dall’altra… e dicevo “Uffa però, qua la pancia è piccolina…”
Ora mi guardo allo specchio e come tiro su la maglia esclamo “Ammazza che panza che mi è venuta! E sono solo al quinto mese!!”

Ho un bel daffare a sgridare il pupo quando, matita alla mano, scarabocchia i muri: me lo immagino che pensa “Ma tu lo fai….”
Ho iniziato due anni fa, quando ero in attesa del pupo, con il primo “murales” casalingo su espressa richiesta del maritino.
C’era questa parete con un poster acquistato in Australia, durante il viaggio di nozze, che rappresenta la foresta pluviale e che avevamo incorniciato noi: lui aveva tagliato e incollato l’asta di legno e io avevo dipinto di verde la cornice che ne era venuta fuori.
Sotto il poster abbiamo messo un tavolino interamente realizzato da noi: il marito ha tagliato il legno della forma giusta, poi gli abbiamo dato una scartavetrata e una arrotondata ai bordi, infine l’ho dipinto sempre di verde.
Così poi lui mi disse “Perchè non disegni che so, delle canne di bambù, qualcosa di verde che richiami il verde del poster e del tavolo?”
Questo fu il risultato, ottenuto con i pastelli acquarellabili:
Oggi mi è ripresa la voglia di disegnare sui muri: sarà che sono sporchi, sarà che il pupo ci scarabocchia tranquillamente sopra, ho pensato “Perchè no, tanto peggio di così non possono venire…”
E mi sono messa all’opera nello studio, quindi nell’ultima stanza di casa, quella che eventualmente è chiusa quando ci sono ospiti per non mostrare al mondo intero il disordine che vi regna sovrano.

Questa sono io all’opera, di nuovo in dolce attesa come due anni fa: disegnavo stamattina mentre il piccolo era al nido, che farmi cogliere in flagrante da lui non mi sembrava un buon esempio.
Ma forse i bimbi ci guardano anche da dentro la pancia?
E anche la cucciolotta tra un annetto ci delizierà le pareti con le sue opere d’arte?
Meno male che il maritino serafico commenta gli scarabocchi con un tranquillo “Quando poi i bimbi saranno cresciuti, re-imbiancheremo casa“.

Dopo due anni di film a casa, domenica pomeriggio il maritino ed io siamo finalmente andati al cinema con gli amici.
Abbiamo portato il cucciolo dal nonno e andati in un cinema nelle vicinanze a vedere Avatar.
Il cucciolo ha giocato a disegnare con il nonno e a smontargli casa mentre noi ci siamo concessi il lusso di un paio d’ora al cinema.
Il film mi è piaciuto molto: belle le ambientazioni, i colori, le musiche, le scene… Bello bello: peccato solo la pessima qualità della proiezione.
Mi sono talmente immedesimata nella storia che ho deciso di “avatarizzarmi“…

Ieri abbiamo fatto la morfologica: il dottore ha iniziato a passare l’ecografo sulla parte alta della pancia e ha detto “Qui c’è la testina”.
Allora è passato alla parte bassa (là dove sento dei colpi belli poderosi) e sullo schermo sono comparse sue gambette belle incrociate, stile indiano.
Dopo averla ben ben infastidita, la pupetta ha aperto le gambine e ci ha mostrato la sua femminilità. ![]()
Per me era uguale, avere un altro maschietto o avere invece una femminuccia, ma sono tutti entusiasti del fatto che sia femmina!
Poi il dottore ha controllato tutto il resto, polmoni, cuoricino, reni, diaframma ecc ecc… e tutto a posto.
Finora parlavo del piccolo nella mia pancia in modo neutro, o dicendo “il fratellino” e “la sorellina” alternati: ma non mi ero mai focalizzata su una delle due opzioni.
Ora che so che è femminuccia, vedo tutto rosa: e immagino come sarà la vita con una bimba, come sarà il rapporto col fratellino…
Io poi sono figlia unica, quindi di rapporti tra fratelli non me ne intendo molto.
Chi di voi ha fratelli o sorelle, mi racconta come ha vissuto da piccolo questo particolare rapporto?